Il Tirreno

Via i rifiuti incastonati tra le rocce proibite dello Scoglietto

I volontari di Legambiente e Diversamente Marinai allo Scoglietto
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I volontari di Legambiente e Diversamente Marinai allo Scoglietto

Un po’ Robinson Crusoe e un po’ netturbini, i volontari di Vele Spiegate hanno raccolto sette sacchi di immondizia nell’isolotto

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PORTOFERRAIO. Sette sacchi di spazzatura sopra la secca spiaggia, si scottano sotto al sole splendente, soffia il vento sulle sponde spumeggianti sostenendo solamente chi ha a cuore l’ambiente». È con questa filastrocca di “S” come Scoglietto che uno di giovani volontari di Legambiente racconta lo sbarco di Vele Spiegate allo Scoglietto, l’isolotto che turisti ed elbani vedono arrivando e partendo da Portoferraio col traghetto ma sul quale in pochissimi sono sbarcati.

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I ragazzi del Gwaihir ci sono riusciti grazie alla preziosa collaborazione della Capitaneria di porto di Portoferraio che gestisce e controlla quella che per ora resta l’unica “area marina protetta” dell’Isola d’Elba: «L’equipaggio – spiega una ragazza – ha imparato ad eseguire la strambata, nonostante il vento carente. Dopodiché abbiamo liberato lo Scoglietto dai rifiuti incastonati tra le sue rocce».

A poche centinaia di metri dall’affollata spiaggia delle Ghiaie, dove il mito racconta che sbarcarono gli Argonauti che, tirando in secco la loro nave macchiarono i candidi sassi con le gocce nere-bluastre del loro sudore, i giovanissimi volontari del Cigno Verde e di Diversamente marinai si sono ritrovati in un posto selvaggio e circondato da un mare protetto ricchissimo di vita, minacciato solo da qualche bracconiere. Un po’ Robinson Crusoe e un po’ netturbini, i giovani esploratori hanno setacciato rocce e grotte di questo isolotto “proibito”, che è zona A di protezione integrale del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Ma le aree protette non hanno impedito a mare, correnti e vento di portare, su quello che dovrebbe essere un isolotto incontaminato, i rifiuti di una società che non riesce a gestirli e che così ha trasformato la plastica in un problema, invece che in una possibile risorsa.

«La pulizia di posti selvaggi e inaccessibili come lo Scoglietto – spiegano a Diversamente Marinai – ci permette di capire quale sia l’impatto del marine litter anche in luoghi dove l’attività umana è praticamente assente. Grazie alla collaborazione e al contributo del Parco Nazionale e delle Forze dell’Ordine, alla fine forniremo ad Enea e Università di Siena dati preziosi sulla situazione e i rischi per le isole “proibite” dell’Arcipelago Toscano». È una delle grosse novità di Vele Spiegate, la grande iniziativa di citizen science che vede Il Tirreno come media partner e che è realizzata grazie al cofinanziamento del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano e il patrocinio di Enea, Regione Toscana e Università di Siena, che ha Acqua dell’Elba e Novamont come main partner e il sostegno tecnico di Esa, Esaom Cesa, Moby, Traghetti Lines e Associazione Albergatori Isola d’Elba.

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