Il Tirreno

Via ai lavori, torna la baracchina celeste di Nerino Cerri

di Jessika Biondi
Il retone di Nerino, com'era prima della mareggiata del 2015
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Il retone di Nerino, com'era prima della mareggiata del 2015

Il “retone”, simbolo della Costa est, era caduto per una mareggiata nel dicembre 2016. Ora sarà ricostruito uguale

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PIOMBINO. «I tuffi dalla baracchina di Nerino, una nuotata fino al retone e poi si torna indietro, andiamo a vedere i pesci che ha preso». Questa, più o meno, è stata l’infanzia di chi, cresciuto sulla spiaggia di Perelli, giocava sul bagnasciuga o prendeva il sole vicino alla baracchina celeste e che, tra un bagno e una passeggiata, teneva l’orecchio teso in attesa che si avviasse il motore e che Nerino tirasse su la rete.

Il retone di Perelli e il pescatore sono stati per anni un punto di riferimento, generazione dopo generazione, per tuti i bagnanti affezionati della Costa est, prima che crollasse nel dicembre 2016 e lasciasse una ferita aperta nel cuore di tutti coloro che in quella baracchina, almeno una volta, ci sono saliti. Adesso i lavori per ricostruirlo sono iniziati, presto quel retone tornerà a essere il simbolo della Costa est.

Al sentire il rumore di avviamento del motore, nonni, genitori e bambini, si incamminavano curiosi sul molo e facevano a gara per vedere per primi i pesci pescati e Nerino apriva la sua porta a tutti, sempre sorridente e accogliente con chiunque volesse andare a trovarlo.

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Ma il pescatore di Perelli non prendeva solo pesci; così, quando una palla, un canotto o un gonfiabile venivano portati via dal vento o dalla corrente, Nerino non ci pensava due volte, metteva in moto la rete e lo pescava lui, poco dopo il proprietario andava a riprenderselo e, il più delle volte, tornava in spiaggia anche con un po’di pesce fresco. Sulla spiaggia le mamme potevano prendere il sole tranquille, perché sapevano che se un bimbo si fosse allontanato troppo Nerino avrebbe sorvegliato la situazione dall’alto meglio del bagnino di turno. Da quando venne costruita negli anni ’50, la baracchina ha visto susseguirsi più titolari, ma Nerino Cerri è sempre stato considerato da tutti il proprietario storico, ma dal giorno del crollo non lo vediamo più passeggiare sul molo, a causa un po’delle sue condizioni di salute un po’ per il dispiacere di aver perso un pezzo di sé. Rilevò la concessione nel 1991, quando andò in pensione dopo una vita passata nelle Acciaierie.

Un personaggio unico, sempre circondato da amici e non esitava a invitare chiunque si avvicinasse alla passerella; mostrava l’arredamento modesto (un frigo, un tavolo, un fornello), ma questo bastava per pranzare con buon pesce e giocare insieme a briscola. Sulla parete erano appese le foto delle sue migliori pescate che mostrava con orgoglio e ne raccontava la storia.

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Da qualche tempo, però, il retone non c’è più, il mare se l’è portato via. Dopo anni di mareggiate, i pali in legno corrosi dal tempo hanno ceduto e la baracchina è crollata lasciando un vuoto non solo sul molo, ma anche nel cuore di tutti coloro che hanno sempre visto il retone come parte integrante del panorama, che da quel giorno non ha più lo stesso sapore.

Una ferita per la costa che non poteva passare inosservata.

Così Maurizio Poli, responsabile del demanio in Comune di Piombino, dal momento del crollo lavora al progetto per la ricostruzione: «I pali di sostegno sono già stati posizionati. Avevamo in programma di far partire i lavori e terminarli entro il maggio scorso, ma l’intervento è stato rinviato per evitare disagi alle attività balneari del luogo, dal momento che l’intervento verrà effettuato con mezzi meccanici e attrezzature idonee per operare in mare. La struttura era in concessione a Nerino fino al 31 dicembre scorso, per cui è stato fato un nuovo bando la scorsa estate, vinto dalla ditta Dal Pont srl di Venturina che si occuperà dei lavori. Non resta che aspettare la fine dell’estate per far partire la costruzione che rispetterà l’estetica della vecchia baracchina a cui eravamo affezionati».

 

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