Il Tirreno

Alla scoperta del bosco e della rarissima felce “Osmunda regalis”

Alla scoperta del bosco e della rarissima felce “Osmunda regalis”

Il Sentiero dei Profumi di Val di Cappone riaperto negli anni Ottanta da un gruppo di ragazzi armati semplicemente di seghe e roncole

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Ogni campo di volontariato velico di Vele Spiegate prevede una giornata di conoscenza del territorio, e i giovanissimi volontari di Legambiente e Diversamente Marinai, ospitati per due giorni dal Circolo della Vela di Marciana Marina, si sono incamminati – non proprio molto felici di abbandonare mare e porto – lungo il Sentiero dei Profumi di Val di Cappone, il primo dei percorsi adottati da Acqua dell’Elba, uno degli sponsor principali di Vele spiegate, e Legambiente.

Col gruppetto di volontari in maglia gialla c’era una guida di eccezione, Umberto Mazzantini, del direttivo del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano e marinese doc. «Umberto – dice un ragazzo – ci ha raccontato che a riaprire quel sentiero sono stati, con seghe e roncole, negli anni ’80, quasi 20 anni prima che nascessimo noi, proprio un gruppo di ragazzi di poco più della nostra età. E ci ha guidato in un mondo fatto di orti e vigne e somari scomparsi e fatica umana centenaria che facciamo fatica solo ad immaginare oggi, lungo un sentiero ricoperto dalla macchia mediterranea e da un magnifico bosco di lecci».

Una ragazza aggiunge: «Devo dire che subito ci annoiavamo un po’, anche perché faceva caldo, ma poi la nostra guida ha trovato un grosso coleottero nero ed è stato come se si aprisse un mondo fantastico, abbiamo cominciato a parlare di vipere, cinghiali, mufloni, martore e perfino di balene, tonnare e squali bianchi, che gli elbani chiamano “tacca di fondo” e che seguivano i tonni».

Il gruppetto di ragazzi ha continuato a risalire il magnifico sentiero fino a trovare una rarità botanica l’Osmunda regalis. «Umberto – dice un’altra ragazza – ci ha spiegato che questa strana felce è un vero e proprio fossile vivente che viveva già sulla Terra al tempo dei dinosauri e che in quella zona di Val di Cappone ce ne erano molte, ma ora il cambiamento climatico e la siccità le hanno ridotte a pochi esemplari. E’ stato come toccare con mano il passare del tempo e capire i pericoli che corre la natura e noi con lei».

Ma per dei ragazzi che hanno affrontato il mare per la prima volta era soprattutto lo squalo a catturare la fantasia e come spiega un altro volontario, «al ritorno ci siamo fermati a parlare con un pescatore, il signor Giovanni Feola, che ci ha confermato le storie delle tacche di fondo e ci ha parlato di quando c’era la tonnara all’Enfola, di feroni (i tursiopi, ndr), stenelle, capodogli e tartarughe marine. Non pensavamo di trovare le creature del mare in un bosco, ma l’Elba è davvero magica». La serata di Vele Spiegate si è conclusa a Sant’Andrea, dove Legambiente e Diversamente marinai hanno presentato il progetto durante il Ramadoro Wood Festival.



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