Il presidio
I tassisti accusano «Troppi abusivi ci rubano i clienti»
di Luigi Cignoni
Denuncia ai sindacati di categoria: basta andare sul porto o all’aeroporto di La Pila per capire l’entità del fenomeno
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PORTOFERRAIO. Maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine, per combattere la piaga dell’abusivismo.
I tassisti del capoluogo elbano sono sul piede di guerra. E rivolgono questo appello in primo luogo agli organismi di polizia preposti, poi anche alla stessa classe politica e ai rappresentanti delle istituzioni locali perché insieme si muovano per contrastare il fenomeno dell’abusivismo che puntualmente, secondo loro, si presenta sul territorio insulare ad ogni stagione turistica.
«Non ce l’abbiamo ovviamente – dicono i tassisti del porto – con coloro che intendono lavorare e hanno tutte le autorizzazioni del caso. Ma con quelli che abusivamente esercitano il trasporto di persone con i loro mezzi. Veniamo da un periodo in cui il nostro settore è afflitto da numerose problematiche. A questo aggiungiamo la coda della crisi che nonostante quello che si dice morde ancora e determina una contrazione dei consumi. Ora – proseguono – ci imbarchiamo pure il “taxi al nero” per avere una quadro allarmante in cui noi operiamo».
«È chiaro che ci tolgono lavoro e praticano prezzi stracciati – dicono ancora i tassisti del porto di Portoferraio – dato che non hanno costi di gestione, né tantomeno hanno tasse da pagare allo Stato».
Appare una situazione che si aggrava a livello locale soprattutto a causa della concorrenza sleale legata all’abusivismo.
«Lo abbiamo fatto presente – continuano – al sindacato di categoria, che pensiamo lo scriverà in una lettera che sarà presto inviata ai primi cittadini dei paesi in cui abbiamo riscontrato il fenomeno, al viceprefetto e alla varie autorità».
Secondo i tassisti elbani dunque i paesi dove si riscontra in maniera marcata il fenomento dell’ abusivismo sono oltre che Portoferraio, anche Porto Azzurro, Campo nell’Elba e Capoliveri, come dire i maggiori centri dell’isola in cui si pratica da sempre il turismo e che contano quindi sulla maggior affluenza di visitatori e di frequentatori.
«Basterebbe – dicono sempre i tassisti – che chi deve controllare si facesse un giro lungo le banchine del porto in coincidenza dell’arrivo delle navi che si sa trasportano tanti passeggeri, per rendersi conto di chi e quanti siano gli abusivi. Oppure recarsi nei pressi dell’aeroporto della Pila. Ovviamente – continuano – se i soggetti sono autorizzati al trasporto dei persone, bene possono esercitare la professione. Se invece ci sono auto private che offrono servizi a pagamento, e autisti improvvisati, allora qui bisogna intervenire. Noi aspettiamo, come tutti gli operatori economici isolani, questo periodo per incassare e far quadrare i nostri bilanci e invece vediamo sottrarci clienti in modo non corretto». E ricordano la trafila di esami cui si sono sottoposti per esercitare, in ottemperanza alle regole vigenti del settore, per arrivare a essere tassisti. «Se non ci sono più controlli – concludono – si arriva al discapito della qualità e della sicurezza dei clienti. Sappiamo a priori che non è facile togliere questa piaga, ma intanto noi denunciamo alle autorità ogni illecito che ci verrà segnalato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I tassisti del capoluogo elbano sono sul piede di guerra. E rivolgono questo appello in primo luogo agli organismi di polizia preposti, poi anche alla stessa classe politica e ai rappresentanti delle istituzioni locali perché insieme si muovano per contrastare il fenomeno dell’abusivismo che puntualmente, secondo loro, si presenta sul territorio insulare ad ogni stagione turistica.
«Non ce l’abbiamo ovviamente – dicono i tassisti del porto – con coloro che intendono lavorare e hanno tutte le autorizzazioni del caso. Ma con quelli che abusivamente esercitano il trasporto di persone con i loro mezzi. Veniamo da un periodo in cui il nostro settore è afflitto da numerose problematiche. A questo aggiungiamo la coda della crisi che nonostante quello che si dice morde ancora e determina una contrazione dei consumi. Ora – proseguono – ci imbarchiamo pure il “taxi al nero” per avere una quadro allarmante in cui noi operiamo».
«È chiaro che ci tolgono lavoro e praticano prezzi stracciati – dicono ancora i tassisti del porto di Portoferraio – dato che non hanno costi di gestione, né tantomeno hanno tasse da pagare allo Stato».
Appare una situazione che si aggrava a livello locale soprattutto a causa della concorrenza sleale legata all’abusivismo.
«Lo abbiamo fatto presente – continuano – al sindacato di categoria, che pensiamo lo scriverà in una lettera che sarà presto inviata ai primi cittadini dei paesi in cui abbiamo riscontrato il fenomeno, al viceprefetto e alla varie autorità».
Secondo i tassisti elbani dunque i paesi dove si riscontra in maniera marcata il fenomento dell’ abusivismo sono oltre che Portoferraio, anche Porto Azzurro, Campo nell’Elba e Capoliveri, come dire i maggiori centri dell’isola in cui si pratica da sempre il turismo e che contano quindi sulla maggior affluenza di visitatori e di frequentatori.
«Basterebbe – dicono sempre i tassisti – che chi deve controllare si facesse un giro lungo le banchine del porto in coincidenza dell’arrivo delle navi che si sa trasportano tanti passeggeri, per rendersi conto di chi e quanti siano gli abusivi. Oppure recarsi nei pressi dell’aeroporto della Pila. Ovviamente – continuano – se i soggetti sono autorizzati al trasporto dei persone, bene possono esercitare la professione. Se invece ci sono auto private che offrono servizi a pagamento, e autisti improvvisati, allora qui bisogna intervenire. Noi aspettiamo, come tutti gli operatori economici isolani, questo periodo per incassare e far quadrare i nostri bilanci e invece vediamo sottrarci clienti in modo non corretto». E ricordano la trafila di esami cui si sono sottoposti per esercitare, in ottemperanza alle regole vigenti del settore, per arrivare a essere tassisti. «Se non ci sono più controlli – concludono – si arriva al discapito della qualità e della sicurezza dei clienti. Sappiamo a priori che non è facile togliere questa piaga, ma intanto noi denunciamo alle autorità ogni illecito che ci verrà segnalato».
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