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Uniti contro i criminali del mare
di Luigi Cignoni
Schiume sintetiche spiaggiate: Legambiente fa appello a Comuni, parco, Regione e ministero
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PORTOFERRAIO. Comuni, parco, Regione e ministero parte civile contro i criminali del mare. È l’appello lanciato da Legambiente arcipelago toscano dopo aver notato altri spiaggiamenti di schiume sintetiche sulle coste nord occidentali dell’Elba. «Le analisi – scrivono gli ambientalisti isolani – compiute su materiali prelevati sulle spiagge dall’Agenzia per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) e dal dipartimento di chimica e chimica industriale dell’università di Pisa hanno accertato che i grumi schiumosi sono cera di natura idrocarburica (cera paraffinica o cera polietilenica) proveniente, come riferito dallo stesso Gr3, probabilmente da un lavaggio in mare di cisterne che ne contenevano. Un caso simile a quello che nel 2012 aveva provocato lo spiaggiamento di sostanze della stessa natura sempre sulle spiagge liguri. Il fenomeno non è finito».
«Continuano dall’Isola d’Elba – aggiunge Legambiente – a essere segnalati arrivi di grumi di questo sversamento, particolarmente abbondanti in spiagge come quella del Bagno a Marciana Marina. Alcuni bagnanti e volontari ambientalisti hanno raccolto il materiale. Ma è sorto un problema. Oltre a un forte odore di idrocarburi, le temperature alte di questi giorni, sul suolo sabbioso o ghiaioso delle spiagge, stanno provocando lo scioglimento delle schiume. Grazie al pronto intervento della Capitaneria di Portoferraio sono già stati recuperati circa 350 Kg di materiale sintetico. Ora attendiamo che Arpat renda note ulteriori determinazioni per corretto smaltimento». Resta fermo l’invito a segnalare eventuali spiaggiamenti o presenza in mare di schiume sintetiche al Comune nel quale ricade la spiaggia interessata e alla Capitaneria di porto. «Quello che è accaduto in pieno Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos e lungo le coste di parchi nazionali e regionali non è tollerabile. Sversamenti criminali, che mettono a rischio ambiente ed economia turistica – si conclude – devono finire, l’interesse di pochi non può prevalere sul diritto di tutti a un mare e a spiagge pulite e sulla tutela di beni comuni essenziali». Legambiente avvierà con diversamente marinai “Vela Insieme”, la pulizia/monitoraggio delle spiagge selvagge dell’arcipelago e chiede di individuare i responsabili dello sversamento. Intanto l’Arpat ha fatto sapere che, sulla base delle indagini sul materiale recuperato, altro non è che cera di natura idrocarburica (cera paraffinica o cera polietilenica) «che – aveva sottolineato l’agenzia regionale - non presenta particolare pericolosità né ambientale né sanitaria, come conferma la letteratura scientifica su questa tipologia di prodotto». Resta il fatto che, considerata l’ampiezza del fenomeno che ha visto interessato il versante settentrionale dell’Isola d’Elba e la Riviera degli Etruschi, le Capitanerie di porto della Toscana, sotto il coordinamento della Direzione marittima di Livorno, hanno dato corso a un’estesa operazione di monitoraggio, mediante pattugliamenti navali e aerei, per valutare più approfonditamente il fenomeno. I militari della guardia costiera da giorni hanno attivato le procedure di bonifica a mare, con l’impiego di un mezzo specializzato in questo genere di operazioni. Si è trattato del battello disinquinante “Marzocco”.
«Continuano dall’Isola d’Elba – aggiunge Legambiente – a essere segnalati arrivi di grumi di questo sversamento, particolarmente abbondanti in spiagge come quella del Bagno a Marciana Marina. Alcuni bagnanti e volontari ambientalisti hanno raccolto il materiale. Ma è sorto un problema. Oltre a un forte odore di idrocarburi, le temperature alte di questi giorni, sul suolo sabbioso o ghiaioso delle spiagge, stanno provocando lo scioglimento delle schiume. Grazie al pronto intervento della Capitaneria di Portoferraio sono già stati recuperati circa 350 Kg di materiale sintetico. Ora attendiamo che Arpat renda note ulteriori determinazioni per corretto smaltimento». Resta fermo l’invito a segnalare eventuali spiaggiamenti o presenza in mare di schiume sintetiche al Comune nel quale ricade la spiaggia interessata e alla Capitaneria di porto. «Quello che è accaduto in pieno Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos e lungo le coste di parchi nazionali e regionali non è tollerabile. Sversamenti criminali, che mettono a rischio ambiente ed economia turistica – si conclude – devono finire, l’interesse di pochi non può prevalere sul diritto di tutti a un mare e a spiagge pulite e sulla tutela di beni comuni essenziali». Legambiente avvierà con diversamente marinai “Vela Insieme”, la pulizia/monitoraggio delle spiagge selvagge dell’arcipelago e chiede di individuare i responsabili dello sversamento. Intanto l’Arpat ha fatto sapere che, sulla base delle indagini sul materiale recuperato, altro non è che cera di natura idrocarburica (cera paraffinica o cera polietilenica) «che – aveva sottolineato l’agenzia regionale - non presenta particolare pericolosità né ambientale né sanitaria, come conferma la letteratura scientifica su questa tipologia di prodotto». Resta il fatto che, considerata l’ampiezza del fenomeno che ha visto interessato il versante settentrionale dell’Isola d’Elba e la Riviera degli Etruschi, le Capitanerie di porto della Toscana, sotto il coordinamento della Direzione marittima di Livorno, hanno dato corso a un’estesa operazione di monitoraggio, mediante pattugliamenti navali e aerei, per valutare più approfonditamente il fenomeno. I militari della guardia costiera da giorni hanno attivato le procedure di bonifica a mare, con l’impiego di un mezzo specializzato in questo genere di operazioni. Si è trattato del battello disinquinante “Marzocco”.
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