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Irrigare i campi con le acque reflue depurate 

Irrigare i campi con le acque reflue depurate 

All’esame in Regione un progetto che riguarda il Cornia Industriale. Ma serviranno uno o due anni

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CAMPIGLIA. Utilizzare le acque reflue depurate per irrigare i campi. Ecco ciò a cui si pensa, sia come misura di necessità sia come progetto sul lungo periodo, per arginare e contrastare il fenomeno della siccità in Val di Cornia. Così, dopo la dichiarazione dello stato d’emergenza idrica regionale da parte del presidente della Toscana, Enrico Rossi, l’idea è quella di un provvedimento d’urgenza che riguarderà il prelievo dell’acqua «da una tratta dell’infrastruttura di depurazione situata tra San Vincenzo e Venturina – dice Rossana Soffritti, sindaca di Campiglia - Questo intervento mira ad alimentare il bacino della Fossa calda, a Venturina, e a rendere possibile l’irrigazione di diversi ettari di terreno. Sono state formulate alcune ipotesi di utilizzo e per poter realizzare l’opera è necessario un atto della Regione che attesti la sussistenza di determinati parametri». E un tale provvedimento, da parte della Regione, sarebbe imminente.

«Lunedì – fanno sapere proprio dalla Regione - sarà discussa in giunta una delibera che approverà la scheda di intervento tecnico di rilevazione delle acque negli impianti a uso irriguo. È previsto, nel caso specifico, un finanziamento di 100mila, messi a disposizione dall’assessorato all’agricoltura per il Consorzio di bonifica 5 Toscana costa, il quale collaborerà con Asa nella realizzazione delle opere. Martedì, invece, Enrico Rossi firmerà il decreto per l’attivazione dei contributi».

Marino Geri della Cia di Venturina sottolinea l’estrema necessità della misura: «Speriamo nell’atto della Regione, il quale consentirebbe ad Asa, che gestisce l’impianto del Cornia Industriale, di realizzare un intervento che metterebbe in circolo 2000 metri cubi di acqua al giorno». Il Cornia Industriale è un’opera che prevedeva il riutilizzo delle acque reflue provenienti dai principali impianti di depurazione della Val di Cornia, quindi anche da quelli collegati al territorio di Venturina e San Vincenzo ai quali è destinato l’intervento di urgenza per cui si aspetta l’atto della Regione. Il Cornia Industriale è stato progettato per far confluire acqua depurata nelle acciaierie di Piombino ma, adesso che l’altoforno è spento, quest’acqua si riversa in mare. C’è quindi l’idea di utilizzarla per l’agricoltura, anche guardando al lungo periodo. «Stiamo lavorando con Asa, Arpat, Regione e Consorzio di bonifica per realizzare il progetto di un’infrastruttura che sia in grado di recuperare le acque reflue depurate del Cornia Industriale per l’utilizzo agricolo – dice Soffritti - Una tale infrastruttura si espanderà su un arco di terreni di centinaia di ettari. Ci stiamo lavorando, ma è un intervento che richiede tempo. Uno o due anni».(c.g.)

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