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«Lo stallo preoccupa l’economia cittadina riparte da qui»
di Guido Fiorini
PIOMBINO. A margine della conferenza stampa sulla 398 Silvia Velo, sottosegretario all’ambiente, è intervenuta sul porto, perché, in fondo, la strada serve proprio a collegare l’Aurelia allo scalo...
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PIOMBINO. A margine della conferenza stampa sulla 398 Silvia Velo, sottosegretario all’ambiente, è intervenuta sul porto, perché, in fondo, la strada serve proprio a collegare l’Aurelia allo scalo piombinese.
Ed è intervenuta sullo “stallo” di cui da giorni parliamo sul Tirreno.
Silvia Velo si è detta “preoccupata” della situazione, pur riconoscendo che la nuova Autorità di Sistema è stata costituita da poco e ancora non è completa, mancando sia l’ultimo componente del Comitato di Gestione che il segretario. Lunedì 26 sarà prorogato Provinciali dal Comitato portuale di Livorno e poi, dopo la sentenza del Tar sul ricorso di Nogarin, sarà completato il Comitato di Gestione e nominato il segretario.
«Ho letto sul Tirreno le preoccupazioni del sindaco Massimo Giuliani e le condivido - ha detto –, perché in questo momento il porto di Piombino, ma anche quello di Livorno, rappresenta una speranza per una città in profonda crisi. Deve attrarre investimenti e creare lavoro».
I progetti iniziati sono tanti, in effetti.
«Ho letto quanto scritto dal presidente Stefano Corsini e, in effetti, non posso che rallegrarmi che siano confermati tutti i progetti che erano stati iniziati dall’Autorità portuale guidata dall’ex commissario Luciano Guerrieri».
Il problema è che tanti altri sono fermi, come quello dell’olio degli indonesiani, come la logistica per la Solmine, così come la gara per lo svincolo interno al porto di collegamento proprio alla 398. E anche altri non stanno facendo passi avanti.
«La progettualità è importante – ha aggiunto –, perché il porto è sempre stato il motore della città. Ma quello che mi preoccupa, almeno da quanto leggo sul giornale, è questo rapporto non buono fra Enti. Eppure quanto è stato realizzato sul porto di Piombino, se sono stati fatti investimenti così importanti e opere di grande spessore, è proprio per la grande sinergia che c’è stata fra Comune e Autorità portuale. In fondo il porto non è una cosa a parte, ma è “dentro” la città e ne fa parte in pieno. Per questo serve un “governo” del porto stesso che non si limiti alla parte tecnica e burocratica, ma che abbia una visione amministrativa e politica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ed è intervenuta sullo “stallo” di cui da giorni parliamo sul Tirreno.
Silvia Velo si è detta “preoccupata” della situazione, pur riconoscendo che la nuova Autorità di Sistema è stata costituita da poco e ancora non è completa, mancando sia l’ultimo componente del Comitato di Gestione che il segretario. Lunedì 26 sarà prorogato Provinciali dal Comitato portuale di Livorno e poi, dopo la sentenza del Tar sul ricorso di Nogarin, sarà completato il Comitato di Gestione e nominato il segretario.
«Ho letto sul Tirreno le preoccupazioni del sindaco Massimo Giuliani e le condivido - ha detto –, perché in questo momento il porto di Piombino, ma anche quello di Livorno, rappresenta una speranza per una città in profonda crisi. Deve attrarre investimenti e creare lavoro».
I progetti iniziati sono tanti, in effetti.
«Ho letto quanto scritto dal presidente Stefano Corsini e, in effetti, non posso che rallegrarmi che siano confermati tutti i progetti che erano stati iniziati dall’Autorità portuale guidata dall’ex commissario Luciano Guerrieri».
Il problema è che tanti altri sono fermi, come quello dell’olio degli indonesiani, come la logistica per la Solmine, così come la gara per lo svincolo interno al porto di collegamento proprio alla 398. E anche altri non stanno facendo passi avanti.
«La progettualità è importante – ha aggiunto –, perché il porto è sempre stato il motore della città. Ma quello che mi preoccupa, almeno da quanto leggo sul giornale, è questo rapporto non buono fra Enti. Eppure quanto è stato realizzato sul porto di Piombino, se sono stati fatti investimenti così importanti e opere di grande spessore, è proprio per la grande sinergia che c’è stata fra Comune e Autorità portuale. In fondo il porto non è una cosa a parte, ma è “dentro” la città e ne fa parte in pieno. Per questo serve un “governo” del porto stesso che non si limiti alla parte tecnica e burocratica, ma che abbia una visione amministrativa e politica».
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