Meteo
i progetti
Al lavoro anche per usare le sorgenti del Capanne
PORTOFERRAIO. Fra i vari progetti si punterà anche al rilancio dello sfruttamento delle preziose acque sorgive, in particolare quelle del monte Capanne, per cercare di impedire che metri cubi di...
2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Fra i vari progetti si punterà anche al rilancio dello sfruttamento delle preziose acque sorgive, in particolare quelle del monte Capanne, per cercare di impedire che metri cubi di acqua di qualità, se ne vadano in mare. La Regione sta cercando 5 milioni di euro per gli interventi. Per fare ciò, segnalano dall'Ait (Autorità idrica toscana), occorrerà uno specifico progetto, affidato poi ad Asa, il gestore provinciale delle risorse idriche, definendo gli impianti necessari allo scopo e quindi filtri, serbatoi e quanto altro e gli ingegneri sono al lavoro. Ecco che nel prossimo futuro l'isola potrebbe dire addio ai patemi estivi per carenze di acqua potabile, perché sarà forte di una nuova condotta sottomarina, di un dissalatore, ma saranno pure sfruttate con maggiore oculatezza le acque sorgive esistenti. E non bisogna dimenticare l'apporto di 2 milioni di m3 d acqua, nei 365 giorni, dati dagli 86 pozzi disseminati nel territorio elbano.
In Regione sarà da valutare anche come recuperare i soldi necessari a completare il progetto del dissalatore di Mola, visto che servono altri 5 milioni di euro.
Le sorgenti sull'isola sono 67 e la maggior parte concentrate nella zona del monte Capanne e nel resto dell'area marcianese, ma sono pure ad est dell'isola e in totale forniscono mediamente 500 mila m³ di acqua annue, ma pare che la portata reale delle sorgenti non sia ben nota e non è definibile perciò la quantità di dispersione nel suolo o in mare, come avviene ad esempio al lido de La Cala di Marciana Marina, con un ruscello di acqua sorgiva che finisce nel mar Tirreno. Il futuro potrebbe insomma vedere corretti gli errori secolari che hanno permesso di perdere immense quantità di acqua, grazie all'impegno regionale che pare andare in questa direzione. In pratica si potrebbero veder realizzati i suggerimenti tecnici presentati anni fa dal geometra Marcello Meneghin, recentemente rilanciati dal geologo Alessandro Damiani e sostenuti pure dal sindaco Ferrari che ha realizzato su ciò una pubblicazione. Tutti e tre affermano che se si raccoglie costantemente l'oro blu isolano, di qualità superiore all'acqua che viene dalla Val di Cornia, in grandi contenitori interrati, nel tempo si potrebbe risolvere completamente il problema dell'autonomia idrica isolana e, In tale ottica, un giorno, la condotta sottomarina e il dissalatore potrebbero risultare utili solo per eventuali emergenze.
Stefano Bramanti
In Regione sarà da valutare anche come recuperare i soldi necessari a completare il progetto del dissalatore di Mola, visto che servono altri 5 milioni di euro.
Le sorgenti sull'isola sono 67 e la maggior parte concentrate nella zona del monte Capanne e nel resto dell'area marcianese, ma sono pure ad est dell'isola e in totale forniscono mediamente 500 mila m³ di acqua annue, ma pare che la portata reale delle sorgenti non sia ben nota e non è definibile perciò la quantità di dispersione nel suolo o in mare, come avviene ad esempio al lido de La Cala di Marciana Marina, con un ruscello di acqua sorgiva che finisce nel mar Tirreno. Il futuro potrebbe insomma vedere corretti gli errori secolari che hanno permesso di perdere immense quantità di acqua, grazie all'impegno regionale che pare andare in questa direzione. In pratica si potrebbero veder realizzati i suggerimenti tecnici presentati anni fa dal geometra Marcello Meneghin, recentemente rilanciati dal geologo Alessandro Damiani e sostenuti pure dal sindaco Ferrari che ha realizzato su ciò una pubblicazione. Tutti e tre affermano che se si raccoglie costantemente l'oro blu isolano, di qualità superiore all'acqua che viene dalla Val di Cornia, in grandi contenitori interrati, nel tempo si potrebbe risolvere completamente il problema dell'autonomia idrica isolana e, In tale ottica, un giorno, la condotta sottomarina e il dissalatore potrebbero risultare utili solo per eventuali emergenze.
Stefano Bramanti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google