Il presidio
Operaio all’ospedale dopo lo scontro tra due locomotori
Aferpi, frattura di un braccio e trauma cranico nell’incidente Intanto accordo su manutenzioni e smontaggi per la solidarietà
3 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Un operaio di Piombino Logistics è rimasto ferito nello scontro tra due locomotori, avvenuto lunedì mattina all’interno dello stabilimento Aferpi nei pressi del Cotone.
L’operaio ha riportato la frattura di un braccio, un trauma cranico e varie ferite e contusioni. Dopo alcune ore trascorse in osservazione a Villamarina è stato dimesso.
Secondo una prima ricostruzione i due locomotori erano partiti insieme, poi uno dei due si è portato avanti per azionare uno scambio, e l’operaio dopo ave compiuto l’operazione era appena risalito quando è stato tamponato dall’altro locomotore che proveniva da un lungo rettilineo. Per il colpo ricevuto l’operaio ha sbattuto con violenza all’interno della cabina. L’incidente avrebbe potuto essere ancora più grave e colpisce il fatto che sia avvenuto in una situazione di semiparalisi dello stabilimento. L’uomo è stato soccorso con un’ambulanza e trasferito all’ospedale Villamarina. «Si stanno facendo tutti gli accertamenti – dice una nota del sindacato di fabbrica – per impedire che eventi del genere si possano verificare nuovamente».
Intanto ieri mattina si è tenuto un incontro delle rsu di Aferpi e Piombino Logistics con la direzione Aferpi sull’andamento del contratto di solidarietà, situazione certo non semplice visto lo stop dei laminatoi.
«Abbiamo verificato che le ore disponibili non sono sufficienti per coprire tutto il mese di giugno – dice una nota del sindacato di fabbrica – garantendo il rispetto della percentuale di presenza al 60%. Per questo abbiamo richiesto e concordato con l’azienda che si utilizzi in questo mese il massimo numero di persone in varie attività lavorative (interventi di manutenzione, di ripristino, di smontaggio e demolizioni) e si programmi il maggior numero di ore di formazione riguardo richiami sulla sicurezza e illustrazione dei piani operativi di sicurezza».
Già una sessantina di lavoratori sono rientrati in questi giorni, ma in caso di ulteriori necessità «proprio per garantire la solidarietà nel mese di giugno – dicono le rsu – l’azienda dovrà privilegiare l’eventuale richiesta volontaria di ferie e par e, eventualmente, solo successivamente, potrà arrivare a utilizzare una quota massima di ferie o par fino a un massimo di 64 ore per i dipendenti Aferpi e fino a un massimo di 80 ore per i dipendenti della Piombino Logistics, ovviamente solo per coloro che hanno a credito le ore di questi istituti. A fine mese scadrà l’anno della solidarietà e, mentre stiamo lavorando per ottenere il rinnovo per altri 24 mesi di solidarietà con le regole antecedenti il jobs act, abbiamo ribadito all’azienda – conclude il sindacato – che l’andamento del contratto di solidarietà in futuro dovrà essere monitorato con la rsu mese per mese per evitare di ritrovarsi con una situazione analoga».
Tutto ciò in attesa che – nelle attese entro il 20 – si arrivi alla ratifica dell’accordo tra Issad Rebrab e il commissario straordinario Piero Nardi, così da partire con altri due anni di sorveglianza governativa, in grado di garantire l’occupazione e gli ammortizzatori sociali per gli oltre duemila indipendenti. (cloz)
L’operaio ha riportato la frattura di un braccio, un trauma cranico e varie ferite e contusioni. Dopo alcune ore trascorse in osservazione a Villamarina è stato dimesso.
Secondo una prima ricostruzione i due locomotori erano partiti insieme, poi uno dei due si è portato avanti per azionare uno scambio, e l’operaio dopo ave compiuto l’operazione era appena risalito quando è stato tamponato dall’altro locomotore che proveniva da un lungo rettilineo. Per il colpo ricevuto l’operaio ha sbattuto con violenza all’interno della cabina. L’incidente avrebbe potuto essere ancora più grave e colpisce il fatto che sia avvenuto in una situazione di semiparalisi dello stabilimento. L’uomo è stato soccorso con un’ambulanza e trasferito all’ospedale Villamarina. «Si stanno facendo tutti gli accertamenti – dice una nota del sindacato di fabbrica – per impedire che eventi del genere si possano verificare nuovamente».
Intanto ieri mattina si è tenuto un incontro delle rsu di Aferpi e Piombino Logistics con la direzione Aferpi sull’andamento del contratto di solidarietà, situazione certo non semplice visto lo stop dei laminatoi.
«Abbiamo verificato che le ore disponibili non sono sufficienti per coprire tutto il mese di giugno – dice una nota del sindacato di fabbrica – garantendo il rispetto della percentuale di presenza al 60%. Per questo abbiamo richiesto e concordato con l’azienda che si utilizzi in questo mese il massimo numero di persone in varie attività lavorative (interventi di manutenzione, di ripristino, di smontaggio e demolizioni) e si programmi il maggior numero di ore di formazione riguardo richiami sulla sicurezza e illustrazione dei piani operativi di sicurezza».
Già una sessantina di lavoratori sono rientrati in questi giorni, ma in caso di ulteriori necessità «proprio per garantire la solidarietà nel mese di giugno – dicono le rsu – l’azienda dovrà privilegiare l’eventuale richiesta volontaria di ferie e par e, eventualmente, solo successivamente, potrà arrivare a utilizzare una quota massima di ferie o par fino a un massimo di 64 ore per i dipendenti Aferpi e fino a un massimo di 80 ore per i dipendenti della Piombino Logistics, ovviamente solo per coloro che hanno a credito le ore di questi istituti. A fine mese scadrà l’anno della solidarietà e, mentre stiamo lavorando per ottenere il rinnovo per altri 24 mesi di solidarietà con le regole antecedenti il jobs act, abbiamo ribadito all’azienda – conclude il sindacato – che l’andamento del contratto di solidarietà in futuro dovrà essere monitorato con la rsu mese per mese per evitare di ritrovarsi con una situazione analoga».
Tutto ciò in attesa che – nelle attese entro il 20 – si arrivi alla ratifica dell’accordo tra Issad Rebrab e il commissario straordinario Piero Nardi, così da partire con altri due anni di sorveglianza governativa, in grado di garantire l’occupazione e gli ammortizzatori sociali per gli oltre duemila indipendenti. (cloz)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
