carabinieri forestali
Con due moto nel sentiero vietato, multa di 700 euro
MARCIANA MARINA. La storia si ripete ed è uno dei crucci maggiori per un’isola parco nazionale. Accade ogni tanto, purtroppo, che le bellezze naturali esistenti, qualcuno se le voglia godere in modo...
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MARCIANA MARINA. La storia si ripete ed è uno dei crucci maggiori per un’isola parco nazionale. Accade ogni tanto, purtroppo, che le bellezze naturali esistenti, qualcuno se le voglia godere in modo scorretto, correndo in qua e in là con mezzi a motore da motocross, approfittando di sentieri immacolati e secolari, ricchi di vegetazione, reperti storici e dai quali sono possibili panorami unici. Ma questa volta Giovanni Venditti, Comandante della stazione dei Carabinieri Forestali della Stazione di Marciana Marina ha colto sul fatto, insieme alla sua pattuglia in ricognizione, due non elbani che in sella ad altrettanti veicoli rombanti e fumanti, procedevano in pieno parco, sul sentiero numero 25, che dal Semaforo, la vecchia postazione della Marina militare dell’ovest, scende verso Chiessi. «Certo – commenta il militar e– abbiamo fatto questa negativa scoperta durante la nostra azione di controllo, che facciamo tutti i giorni e ringrazio per questo il personale in servizio. Abbiamo bloccato due motociclisti, che certamente erano nel posto sbagliato, non elbani, e quindi li abbiamo multati per 700 euro».
Il fenomeno come si diceva è ricorrente e per le Forze dell’ordine è difficile poter arginare il malcostume, di chi in maniera sconsiderata non rispetta le regole, e approfitta dell’ampiezza e la complessità dei percorsi esistenti in mezzo alla macchia mediterranea. E sono noti i danni che gli stessi sentieri ricevono per il passaggio di questi bolidi a due ruote, per cui si creano solchi nei percorsi e c’è anche un’azione di inquinamento provocata dal gas di scarico, che nuoce a tutto l’habitat, per non dire poi anche del rumore che provocano, misurabile con un numero elevato di decibel.
«Certo, abbiamo una rete sentieristica notevole – conclude il comandante – tutto il mondo ci invidia l’ambiente di cui disponiamo, ma esistono 1000 problemi nel nostro lavoro e siamo chiamati a rispondere a tanti aspetti. Facciamo fronte a tutto e diamo il massimo e nella nostra stazione siamo in tre».
L’importante azione dei Cc forestali è potenziata con intese col parco, e un apporto della protezione civile, con i vari volontari, e da alcuni mesi agisce all’Elba anche la sottosezione del Cai, impegnata proprio nella cura e nella segnalazione dei sentieri.
Stefano Bramanti
Il fenomeno come si diceva è ricorrente e per le Forze dell’ordine è difficile poter arginare il malcostume, di chi in maniera sconsiderata non rispetta le regole, e approfitta dell’ampiezza e la complessità dei percorsi esistenti in mezzo alla macchia mediterranea. E sono noti i danni che gli stessi sentieri ricevono per il passaggio di questi bolidi a due ruote, per cui si creano solchi nei percorsi e c’è anche un’azione di inquinamento provocata dal gas di scarico, che nuoce a tutto l’habitat, per non dire poi anche del rumore che provocano, misurabile con un numero elevato di decibel.
«Certo, abbiamo una rete sentieristica notevole – conclude il comandante – tutto il mondo ci invidia l’ambiente di cui disponiamo, ma esistono 1000 problemi nel nostro lavoro e siamo chiamati a rispondere a tanti aspetti. Facciamo fronte a tutto e diamo il massimo e nella nostra stazione siamo in tre».
L’importante azione dei Cc forestali è potenziata con intese col parco, e un apporto della protezione civile, con i vari volontari, e da alcuni mesi agisce all’Elba anche la sottosezione del Cai, impegnata proprio nella cura e nella segnalazione dei sentieri.
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