Il Tirreno

La stazione di Campiglia perde la Polfer 

Nuovo look ma sempre meno uffici e attività: lunedì chiude anche la sede della polizia ferroviaria

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CAMPIGLIA. Lunedì 29 maggio chiuderà la sede della polizia ferroviaria alla stazione di Campiglia Marittima.
I tre dipendenti rimasti fino a ora in servizio saranno trasferiti a Grosseto, uno, e al commissariato di Piombino, gli altri due.
L’ufficio della Polfer di Campiglia è destinato da tempo alla chiusura, che è prevista dal piano di ristrutturazione delle forze dell’ordine, il quale comprende la razionalizzazione dei presidi territoriali della polizia ferroviaria.
Seppur annunciata, una tale chiusura ha spesso destato preoccupazione nei cittadini e nei titolari delle attività della zona, in quanto quell’ufficio è considerato da tanti un presidio importante in un luogo che, secondo quanto aveva raccontato tempo fa un esercente operante nell’area, «sembra diventato uno scalo di campagna. Senza agenti la stazione sarebbe abbandonata a se stessa».
All’interno dello scalo campigliese adesso rimangono un bar tabacchi e la biglietteria.
Anche l’edicola, infatti, ha cessato le attività da qualche tempo, lasciando un locale vuoto. La chiusura di uffici e attività genera un senso di abbandono in chi frequenta la stazione di Campiglia ed è in contrasto con l’aspetto moderno che ha assunto lo scalo dopo l’ultimazione dei vari lavori di riqualificazione.
L’innalzamento dei marciapiedi, il rifacimento dei sottopassaggi, l’installazione di nuovi monitor e di nuove coperture hanno infatti rinnovato l’immagine della stazione.
Anche gli ascensori, per diverso tempo non attivati per motivi burocratici, da alcuni mesi sono entrati in funzione, rendendo la stazione più accessibile.
Una fruibilità che, qualche volta, è stata messa però alla prova dalla chiusura della biglietteria e dal fatto che quella automatica spesso accetta solo il pagamento con la carta.
A tutto ciò si affiancano le critiche di coloro che lamentano la velocità con cui gli automobilisti sfrecciano nel piazzale antistante l’edificio della stazione e la tendenza costante a parcheggiare l’auto in divieto di sosta, congestionando la strada.
Queste sono però circostanze in cui a dover intervenire è il senso civico degli stessi cittadini, mentre è diverso il caso di quanti riscontrano la difficile reperibilità delle informazioni all’interno della stazione.
I viaggiatori hanno infatti più volte sottolineato come spesso, nel caso in cui la biglietteria risulti chiusa, non ci sia nessuno a cui chiedere indicazioni.
La cartellonistica inoltre, soprattutto all’esterno, non è chiarissima.
Anche per questo, secondo molti, la presenza dell’ufficio della polizia ferroviaria a Campiglia è importante.
Senza contare la funzione di deterrenza che svolge nei confronti di eventuali azioni illecite.
Claudia Guarino

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