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Ilva ad Arcelor Mittal, riflessi sul futuro di Aferpi e Magona
I commissari hanno deciso, ma l’aggiudicazione è rimandata. E Velo annuncia: il 12 giugno presentiamo il progetto per la 398
PIOMBINO. Alla fine i commissari straordinari dell’Ilva di Taranto hanno preso una decisione che potrà avere ripercussioni anche per il futuro industriale di Piombino. Dopo mesi in cui sembrava favorita la cordata Acciaitalia che comprendeva Sajjan Jindal, il gruppo Arvedi, Delfin di Leonardo Del Vecchio e Cassa depositi e prestiti, i commissari hanno formulato la proposta di aggiudicazione in favore di Am Investco Italy, il consorzio che fa capo a Arcelor Mittal-Marcegaglia.
I commissari Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba hanno trasmesso al Comitato di Sorveglianza, per il parere di competenza, e trasmesso al Ministero dello Sviluppo, per le valutazioni sull’aggiudicazione, l’istanza contenente l’esito della valutazione sulle offerte pervenute. «L’aggiudicazione di Ilva infatti – ha precisato però il Mise in una nota – non è ancora avvenuta». Il ministro Carlo Calenda procederà quindi nei prossimi giorni alla valutazione della proposta e assumerà le proprie determinazioni dopo l’incontro con i sindacati già convocato per martedì 30.
Difficile dire nell’immediato quali saranno i riflessi per Piombino, ma intanto lo sbloccarsi della situazione ha il merito di accelerare i tempi per capire quanto meno se Jindal, che di recente aveva manifestato il suo interesse per l’ingresso in Aferpi, svincolandolo dall’esito della gara per Taranto, a questo punto si farà sotto in modo più chiaro. Ma è ovvio che la vittoria di Arcelor Mittal apre un fronte anche per Magona tutto da chiarire: intanto Arcelor Mittal deve superare lo scoglio dell’Antitrust europeo. C’è chi, nell’ambiente, ha più volte eccepito la posizione già leader di Arcelor Mittal che, acquisendo l’Ilva, diverrà ancora più grande sul mercato europeo. Arcelor Mittal però ha sempre detto di essere lontana dai tetti di concentrazione.
Di Aferpi intanto ieri ha parlato la sottosegretaria Silvia Velo, che ha rivendicato «gli sforzi che abbiamo messo in campo tra Comune, Regione e Governo, perché sono arrivati 100 milioni di certificati bianchi per ridurre il costo dell’energia, 50 milioni sulle bonifiche e siamo in affidamento delle gare per partire con i primi lavori».
Velo ha poi ribadito che «oggi chi è in ritardo rispetto agli impegni presi è l’azienda, ma anche qui il governo ha inviato l’ultimatum all’imprenditore algerino, avviando la procedura della proroga del periodo di sorveglianza del Governo, perché quello che conta è che Piombino torni a produrre acciaio».
Sul fronte infrastrutturale Velo fa un annuncio importante: «Il 12 giugno presenteremo col viceministro Riccardo Nencini il progetto del primo lotto della 398, che poi porteremo al Cipe entro l’estate e quindi a gara».
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