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l’ex sindaco guerrieri
«Un uomo vicino alla città a cui ero molto legato»
PIOMBINO . La notizia della nomina è stata accolta nella nostra città e nelle comunità della diocesi Massa Marittima Piombino con soddisfazione, gioia ed anche emozione. Bassetti è stato infatti dal...
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PIOMBINO . La notizia della nomina è stata accolta nella nostra città e nelle comunità della diocesi Massa Marittima Piombino con soddisfazione, gioia ed anche emozione. Bassetti è stato infatti dal 1994 al 1998 il vescovo della nostra Diocesi dove ha lasciato un ottimo ricordo inserendosi nella sua realtà.
Nel luglio 1994 arriva nella Diocesi di Massa Marittima-Piombino, al posto di Angelo Comastri, come vescovo scelto da Papa Giovanni Paolo II e vi resta fino al 1998. La consacrazione la riceve nel settembre dal Cardinale Silvano Piovanelli. In diocesi Gualtiero Bassetti si fa subito notare per il suo vivere tra la gente, per la vicinanza concreta ai loro problemi e alle persone in difficoltà, disagiate, emarginate. Fa sentire viva la vicinanza concreta della Chiesa. Chiama all’impegno in queste direzioni i cristiani per essere vicini alle povertà umane e materiali. Fu molto attento alle difficoltà che hanno attraversato in quegli anni i lavoratori e le loro famiglie per una pesante crisi a Piombino e poi anche nel territorio diocesano.
«Ho un ricordo molto forte del Vescovo Bassetti – dice Luciano Guerrieri, sindaco inquesgli anni -. Instaurò un rapporto assai stretto con il territorio ed in particolare con il nostro Comune che era sempre al centro di problemi e tensioni tra industrie e forze sociali. Personalmente ero spesso impegnato in azioni di mediazione e cercavamo, con l'aiuto del vicesindaco Canovaro e dell’assessore Tonelli, di far emergere sintesi equilibrate e qualificate, vantaggiose per i lavoratori e per i cittadini in generale. In questo ruolo non sempre eravamo compresi. Ma posso assicurare che Il Vescovo Gualtiero Bassetti non ci ha mai fatto mancare la sua vicinanza e solidarietà. Una persona straordinaria per la sua cultura, la sua forza interiore e, al tempo stesso, la sua semplicità. Tanto che in privato per noi, lui, era semplicemente Gualtiero. Quando si è trasferito ad Arezzo sono andato alla cerimonia e dopo, quando ci siamo salutati ho pianto per il distacco. Sono felice per questo riconoscimento come presidente della Cei perché - se mi posso permettere - lo merita».
Gianni Gorini
Nel luglio 1994 arriva nella Diocesi di Massa Marittima-Piombino, al posto di Angelo Comastri, come vescovo scelto da Papa Giovanni Paolo II e vi resta fino al 1998. La consacrazione la riceve nel settembre dal Cardinale Silvano Piovanelli. In diocesi Gualtiero Bassetti si fa subito notare per il suo vivere tra la gente, per la vicinanza concreta ai loro problemi e alle persone in difficoltà, disagiate, emarginate. Fa sentire viva la vicinanza concreta della Chiesa. Chiama all’impegno in queste direzioni i cristiani per essere vicini alle povertà umane e materiali. Fu molto attento alle difficoltà che hanno attraversato in quegli anni i lavoratori e le loro famiglie per una pesante crisi a Piombino e poi anche nel territorio diocesano.
«Ho un ricordo molto forte del Vescovo Bassetti – dice Luciano Guerrieri, sindaco inquesgli anni -. Instaurò un rapporto assai stretto con il territorio ed in particolare con il nostro Comune che era sempre al centro di problemi e tensioni tra industrie e forze sociali. Personalmente ero spesso impegnato in azioni di mediazione e cercavamo, con l'aiuto del vicesindaco Canovaro e dell’assessore Tonelli, di far emergere sintesi equilibrate e qualificate, vantaggiose per i lavoratori e per i cittadini in generale. In questo ruolo non sempre eravamo compresi. Ma posso assicurare che Il Vescovo Gualtiero Bassetti non ci ha mai fatto mancare la sua vicinanza e solidarietà. Una persona straordinaria per la sua cultura, la sua forza interiore e, al tempo stesso, la sua semplicità. Tanto che in privato per noi, lui, era semplicemente Gualtiero. Quando si è trasferito ad Arezzo sono andato alla cerimonia e dopo, quando ci siamo salutati ho pianto per il distacco. Sono felice per questo riconoscimento come presidente della Cei perché - se mi posso permettere - lo merita».
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