Il presidio
lutto
In tanti per ricordare Mario Giomi
Fu presidente della Federazione della caccia di Monteverdi
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MONTEVERDI. Scomparso nei giorni scorsi per una malattia, Mario Giomi è stato ricordato l’altra sera da un’affollata assemblea di cacciatori, convocata espressamente dalla Federcaccia provinciale nella Sala polivalente. Accanto al vicesindaco Alessandro Ferri, delegato all’attività venatoria sul territorio comunale, il presidente della Fidc provinciale di Pisa Marco Salvadori, il commissario degli Atc 14 e 15 Mauro Bettini, altri dirigenti locali e regionali. In sala la famiglia dello scomparso, il sindaco Carlo Giannoni e, come accennato, moltissimi seguaci di Sant’Uberto anche dei comuni contermini.
Vocata per antica tradizione alla caccia al cinghiale, la vasta campagna di Monteverdi è battuta in stagione da ben cinque squadre: due del capoluogo, una di Canneto, altre due di Donoratico e di Suvereto-Venturina-Lustignano.
Poi c’è la caccia di selezione che in periodi diversi mobilita altri appassionati locali e non. Tutto questo crea un movimento di notevoli dimensioni, che determina problemi sul campo, normative in frequente cambiamento da far conoscere, esigenze confinarie di rispetto.
A Monteverdi per tanti anni, come presidente della Fidc locale e come dirigente provinciale questo complesso lavoro è stato svolto da Mario Giomi: «È stato un costante punto di riferimento – è la sintesi dei numerosi interventi della serata –, portavoce ai vertici provinciali delle esigenze di tutte le cacce, sostenitore battagliero e costruttivo delle proprie convinzioni nell’interesse generale».
Chiosava il sindaco: «Persone come Mario Giomi aiutano la comunità a crescere». In chiusura l’assemblea ha preso l’impegno di organizzare un evento in memoria dell’amico che non c’è più.
Vocata per antica tradizione alla caccia al cinghiale, la vasta campagna di Monteverdi è battuta in stagione da ben cinque squadre: due del capoluogo, una di Canneto, altre due di Donoratico e di Suvereto-Venturina-Lustignano.
Poi c’è la caccia di selezione che in periodi diversi mobilita altri appassionati locali e non. Tutto questo crea un movimento di notevoli dimensioni, che determina problemi sul campo, normative in frequente cambiamento da far conoscere, esigenze confinarie di rispetto.
A Monteverdi per tanti anni, come presidente della Fidc locale e come dirigente provinciale questo complesso lavoro è stato svolto da Mario Giomi: «È stato un costante punto di riferimento – è la sintesi dei numerosi interventi della serata –, portavoce ai vertici provinciali delle esigenze di tutte le cacce, sostenitore battagliero e costruttivo delle proprie convinzioni nell’interesse generale».
Chiosava il sindaco: «Persone come Mario Giomi aiutano la comunità a crescere». In chiusura l’assemblea ha preso l’impegno di organizzare un evento in memoria dell’amico che non c’è più.
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