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Il fosso si colora ma i controlli non ci sono
VENTURINA. «Nonostante le segnalazioni quel fosso continua a colorarsi. Dove sono i controlli? ». Ne avevamo parlato lo scorso ottobre, quando il venturinese Matteo Graziano si era rivolto al Tirreno...
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VENTURINA. «Nonostante le segnalazioni quel fosso continua a colorarsi. Dove sono i controlli? ».
Ne avevamo parlato lo scorso ottobre, quando il venturinese Matteo Graziano si era rivolto al Tirreno per denunciare una situazione che andava avanti da tempo. Almeno dal luglio 2016 infatti, l’acqua del fosso intubato che si trova nei pressi di via Polledraia (accanto al vecchio distributore Esso), e che sfocia in Fossa Calda, si colora periodicamente diventando di un azzurro-grigiastro.
Non ci sono cattivi odori, ma la segnalazione necessita di monitoraggio, come già richiesto nei mesi scorsi da Graziano tramite denuncia alla polizia municipale e conseguente interessamento dell’ufficio tecnico comunale.
«Avevano assicurato la presa in carico del problema e gli opportuni controlli – spiega il cittadino – ma tutto è rimasto come prima. È passato l’inverno e da qualche settimana infatti l’acqua non è più trasparente, e sul fondo del fosso si notano sostanze depositate. La cosa si verifica soprattutto dalla mattina presto fino a circa le 14. Un lasso di tempo sufficiente ad andare sul posto per un sopralluogo e rendersene conto. Credo, ripeto, che non si tratti di scarichi di abitazioni private, ma di una qualche attività che utilizza l’acqua o materiale colorante che poi finisce nel fosso che convoglia acque termali e meteoriche della zona». Si richiedono quindi ulteriori e più efficaci controlli, visto che il problema continua a persistere. Matteo Graziano per vedere valutata la sua segnalazione auspicava che bastasse rivolgersi agli organi comunali e ora sta pensando di rivolgersi alle autorità giudiziaria e di controllo della salute pubblica.
Annalisa Mastellone
Ne avevamo parlato lo scorso ottobre, quando il venturinese Matteo Graziano si era rivolto al Tirreno per denunciare una situazione che andava avanti da tempo. Almeno dal luglio 2016 infatti, l’acqua del fosso intubato che si trova nei pressi di via Polledraia (accanto al vecchio distributore Esso), e che sfocia in Fossa Calda, si colora periodicamente diventando di un azzurro-grigiastro.
Non ci sono cattivi odori, ma la segnalazione necessita di monitoraggio, come già richiesto nei mesi scorsi da Graziano tramite denuncia alla polizia municipale e conseguente interessamento dell’ufficio tecnico comunale.
«Avevano assicurato la presa in carico del problema e gli opportuni controlli – spiega il cittadino – ma tutto è rimasto come prima. È passato l’inverno e da qualche settimana infatti l’acqua non è più trasparente, e sul fondo del fosso si notano sostanze depositate. La cosa si verifica soprattutto dalla mattina presto fino a circa le 14. Un lasso di tempo sufficiente ad andare sul posto per un sopralluogo e rendersene conto. Credo, ripeto, che non si tratti di scarichi di abitazioni private, ma di una qualche attività che utilizza l’acqua o materiale colorante che poi finisce nel fosso che convoglia acque termali e meteoriche della zona». Si richiedono quindi ulteriori e più efficaci controlli, visto che il problema continua a persistere. Matteo Graziano per vedere valutata la sua segnalazione auspicava che bastasse rivolgersi agli organi comunali e ora sta pensando di rivolgersi alle autorità giudiziaria e di controllo della salute pubblica.
Annalisa Mastellone
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