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Mdp sulle acciaierie
«Tocca al Governo dare le garanzie»
PIOMBINO. «Siamo dinanzi a una svolta storica del nostro territorio. In questo periodo si decide se continueremo o no a essere produttori di acciaio per il futuro, quindi a difendere l’occupazione e...
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PIOMBINO. «Siamo dinanzi a una svolta storica del nostro territorio. In questo periodo si decide se continueremo o no a essere produttori di acciaio per il futuro, quindi a difendere l’occupazione e a rilanciare lo sviluppo».
È la premessa della riflessione di Mdp, il Movimento democratici e progressisti, di cui è coordinatore Luciano Gabrielli, sulle questioni industriali nel loro complesso, quindi Aferpi ma anche Dalmine Tenaris e Arcelor Magona. «Sappiamo che il Demanio sta mettendo in vendita in tutte le regioni le sue proprietà – sostiene Mdp – per fare cassa, secondo noi è essenziale che in questi terreni ci sia l’obbligo di mantenere il vincolo industriale e di produzione, come potrebbe essere per Piombino. La Tenaris Dalmine dopo aver speso molti soldi per bonificare, potrebbe allora essere interessata all’acquisto, che avrebbe un significato importante per il consolidamento dello stabilimento di Piombino, con possibilità di sviluppo puntando a nuove lavorazioni utilizzando il nuovo porto».
Secondo Mdp Arcelor-Mittal Magona guarda «con interesse e preoccupazione l’asta per aggiudicarsi l’ilva di Taranto, su cui concorrono le cordate Mittal e Jindal, il cui esito peserà inevitabilmente sul destino della Magona di Piombino e non solo, senza dimenticare che a ottobre 2018 cessa la copertura degli ammortizzatori sociali dello stabilimento, ipotizzando una fuoriuscita importante dal ciclo Magona per diversi lavoratori. Da questo punto di osservazione il nuovo progetto della Palescandolo, che usufruisce del contributo regionale è un’opportunità da seguire con attenzione in quanto crea nuova occupazione».
Per questo – è il ragionamento di Mdp – il Governo che ha al tavolo due colossi dell’acciaio deve ragionare con loro mettendo al centro il futuro dei siti di Piombino, Aferpi e Magona».
Su Aferpi invece l’opinione del Movimento democratici e progressisti è «che il Governo a oggi non si è speso sufficientemente per consentire la realizzazione del progetto acciaieria elettrica, secondo noi il Governo deve dare le garanzie finanziarie affinché Rebrab sia obbligato a rispettare gli accordi, con i certificati bianchi e un ulteriore investimento si può da subito iniziare la costruzione dell’acciaieria elettrica. Dopodiché il nuovo treno e rotaie, la logistica e l’agroindustriale – prosegue Mdp – Il primo passo comunque deve essere lo smantellamento dei vecchi impianti che sarebbe una risposta all’indotto, recuperando anche i lavoratori in Naspi, in mobilità, o disoccupati».
«Deve essere chiaro a tutti – è la conclusione di Mdp – che solo colando acciaio lo stabilimento potrà essere forte e indipendente, altrimenti sarà solo un laminatoio isolato da sfruttare finché va e dopo amen. Il governo e il ministro Poletti comincino a dare il via all’inps per il pagamento del tfr ai lavoratori ex Lucchini servizi e applichino la riforma dei 500euro per 12 mesi ai lavoratori che hanno perso gli ammortizzatori i sociali. Queste cose si possono fare in 24 ore se esiste la volontà politica».
È la premessa della riflessione di Mdp, il Movimento democratici e progressisti, di cui è coordinatore Luciano Gabrielli, sulle questioni industriali nel loro complesso, quindi Aferpi ma anche Dalmine Tenaris e Arcelor Magona. «Sappiamo che il Demanio sta mettendo in vendita in tutte le regioni le sue proprietà – sostiene Mdp – per fare cassa, secondo noi è essenziale che in questi terreni ci sia l’obbligo di mantenere il vincolo industriale e di produzione, come potrebbe essere per Piombino. La Tenaris Dalmine dopo aver speso molti soldi per bonificare, potrebbe allora essere interessata all’acquisto, che avrebbe un significato importante per il consolidamento dello stabilimento di Piombino, con possibilità di sviluppo puntando a nuove lavorazioni utilizzando il nuovo porto».
Secondo Mdp Arcelor-Mittal Magona guarda «con interesse e preoccupazione l’asta per aggiudicarsi l’ilva di Taranto, su cui concorrono le cordate Mittal e Jindal, il cui esito peserà inevitabilmente sul destino della Magona di Piombino e non solo, senza dimenticare che a ottobre 2018 cessa la copertura degli ammortizzatori sociali dello stabilimento, ipotizzando una fuoriuscita importante dal ciclo Magona per diversi lavoratori. Da questo punto di osservazione il nuovo progetto della Palescandolo, che usufruisce del contributo regionale è un’opportunità da seguire con attenzione in quanto crea nuova occupazione».
Per questo – è il ragionamento di Mdp – il Governo che ha al tavolo due colossi dell’acciaio deve ragionare con loro mettendo al centro il futuro dei siti di Piombino, Aferpi e Magona».
Su Aferpi invece l’opinione del Movimento democratici e progressisti è «che il Governo a oggi non si è speso sufficientemente per consentire la realizzazione del progetto acciaieria elettrica, secondo noi il Governo deve dare le garanzie finanziarie affinché Rebrab sia obbligato a rispettare gli accordi, con i certificati bianchi e un ulteriore investimento si può da subito iniziare la costruzione dell’acciaieria elettrica. Dopodiché il nuovo treno e rotaie, la logistica e l’agroindustriale – prosegue Mdp – Il primo passo comunque deve essere lo smantellamento dei vecchi impianti che sarebbe una risposta all’indotto, recuperando anche i lavoratori in Naspi, in mobilità, o disoccupati».
«Deve essere chiaro a tutti – è la conclusione di Mdp – che solo colando acciaio lo stabilimento potrà essere forte e indipendente, altrimenti sarà solo un laminatoio isolato da sfruttare finché va e dopo amen. Il governo e il ministro Poletti comincino a dare il via all’inps per il pagamento del tfr ai lavoratori ex Lucchini servizi e applichino la riforma dei 500euro per 12 mesi ai lavoratori che hanno perso gli ammortizzatori i sociali. Queste cose si possono fare in 24 ore se esiste la volontà politica».
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