Il presidio
paglini, 5 stelle
«Chiarezza sulla lettera a Rebrab»
Interrogazione della senatrice: occorre salvaguardare l’occupazione
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PIOMBINO. Sulla lettera inviata dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda a Issad Rebrab, interrogazione della senatrice 5 Stelle Sara Paglini, che ritenendo «necessaria una maggiore trasparenza» chiede a Calenda «di informare tempestivamente il Parlamento sugli esiti degli accordi citati nonché rendere fruibili i contenuti di tutte le documentazioni e lettere intercorse tra il Ministero e Aferpi».
Paglini, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione lavoro al Senato, ricorda che già il 17 dicembre 2014 si era «attivata sul caso formulando una richiesta all’allora ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi per avere pieno accesso ai documenti relativi all’accordo» .
La senatrice carrarese spiega come la necessità di presentare un nuovo atto all’attenzione del Ministro Calenda sia dettata dal fatto che «è interesse prioritario attivare tutti gli strumenti possibili perché sia salvaguardata l’occupazione e sia scongiurato il rischio che l’area delle acciaierie di Piombino diventi l’ennesimo cimitero industriale».
« È bene ricordare che il Governo e il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - dice Paglini – avevano definito l’accordo con la società algerina Cevital come il primo atto che avrebbe posto le premesse per attrarre nuovi investimenti e rilanciare l’area industriale di Piombino, dopo la chiusura dell’altoforno. Gli eventi successivi all’accordo, tra cui l’incontro svoltosi presso il Ministero dello sviluppo economico il 19 aprile 2017 – è la conclusione della senatrice 5 Stelle – smentiscono chiaramente le dichiarazioni fatte dal Governo e dal Presidente della Regione» .
Paglini, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione lavoro al Senato, ricorda che già il 17 dicembre 2014 si era «attivata sul caso formulando una richiesta all’allora ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi per avere pieno accesso ai documenti relativi all’accordo» .
La senatrice carrarese spiega come la necessità di presentare un nuovo atto all’attenzione del Ministro Calenda sia dettata dal fatto che «è interesse prioritario attivare tutti gli strumenti possibili perché sia salvaguardata l’occupazione e sia scongiurato il rischio che l’area delle acciaierie di Piombino diventi l’ennesimo cimitero industriale».
« È bene ricordare che il Governo e il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - dice Paglini – avevano definito l’accordo con la società algerina Cevital come il primo atto che avrebbe posto le premesse per attrarre nuovi investimenti e rilanciare l’area industriale di Piombino, dopo la chiusura dell’altoforno. Gli eventi successivi all’accordo, tra cui l’incontro svoltosi presso il Ministero dello sviluppo economico il 19 aprile 2017 – è la conclusione della senatrice 5 Stelle – smentiscono chiaramente le dichiarazioni fatte dal Governo e dal Presidente della Regione» .
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