No al cambio di orario scolastico
Primo circolo: per via XXV Aprile e Populonia lezioni dal lunedì al venerdì senza rientri. Genitori contrari
PIOMBINO. Protesta sottovoce dei gruppi WhatsApp. Ora direttamente dalla pagina social “XXV Aprile dice no” forti della raccolta firme (già più di quaranta) si fa presente alla direzione didattica del Primo circolo che parecchi genitori sono contrari alla proposta di modificare l’orario scolastico degli alunni, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13,30 .
Altrove funziona, ma non per i bambini già tra i banchi delle scuole di via XXV Aprile e Populonia.
« Nei guai la scuola di Populonio – spiega Francesca Panciatici portavoce delle famiglie e tra gli amministratori del gruppo social – con bambini che dovrebbero svegliarsi prestissimo per tornare dopo le 14... senza l’assicurazione del mezzo Tiemme».
Per i genitori il problema che si vorrebbe così risolvere sarebbe la scarsità personale: con la massima concentrazione in certe ore di maestre (18 ore settimanali) e custodi (circa 40 ore) divise per 5 giorni invece che su 6 si avrebbe a disposizione più forza lavoro, riuscendo a compensare meglio eventuali assenze. Non un problema di risparmio di luce o riscaldamento. «Poi l’idea delle due ricreazioni per alleggerire le lezioni: la qualità formativa si perderebbe comunque – aggiunge Panciatici – insomma la proposta di modificare l’orario delle lezioni in questo modo non riscuote il nostro consenso. Se avessimo preferito la settimana corta per i nostri figli, l’avremmo scelto tra le soluzioni offerte dai vari plessi cittadini, con l’iscrizione in prima – sottolinea – Ci siamo impegnati, firmandolo, a condividere il patto formativo che la scuola ci ha proposto allora e che è valido, per entrambe le parti, per tutti e cinque gli anni. Anche nelle scuole di grado superiore (scuola media inferiore e superiore) l’orario è normalmente articolato su 5 ore, e gli studenti sono già più grandi. Non approviamo – conferma Francesca Panciatici – che le ore del sabato siano scambiate con ore “di coda” delle altre mattine, con un’ulteriore ricreazione, con attività più leggere. Il tempo scuola perduto il sabato non è recuperato con uguale intensità. Ciò che si perde a scuola va a ricadere sui bambini e le famiglie, a casa, dove non c’è la presenza del docente, indispensabile a un corretto apprendimento».
Nessuna polemica privata «fermo il principio – dice – che non anteponiamo ragioni lavorative o personali... vogliamo offrire un contributo costruttivo a trovare soluzioni migliori per tutte le bambine e i bambini dei plessi del Primo circolo interessati alla modifica desideriamo che la nostra voce giunga a sensibilizzare chi può contribuire a sostenere la scuola per attuare soluzioni più idonee all’apprendimento e al benessere degli alunni».
Quali richieste? «Necessario che il tempo scuola articolato su cinque giorni sia proposto dall’anno scolastico 2018/2019 – risponde Panciatici – , in modo da avere un anno scolastico in più per individuare soluzioni alternative e consone all’apprendimento, nonché il tempo necessario per informare i nuovi iscritti e modificare nei tempi previsti il piano triennale dell’offerta formativa. Nelle proposte di settimana corta dev’essere previsto almeno un rientro pomeridiano come in tutti gli altri plessi cittadini o un rientro periodico con attività trasversali di recupero e approfondimento. Il documento sottoscritto – conclude – verrà inviato al dirigente scolastico perchè vogliamo essere ricevuti e perché la nostra proposta sia portata al consiglio d’istituto, all’assessorato alla scuola del Comune e della Regione ma anche al CSA (ex Provveditorato) di Livorno».
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