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Bregante: nuovi contatti  con Rebrab per l’acciaieria

Bregante: nuovi contatti  con Rebrab per l’acciaieria

PIOMBINO. I sindacati metalmeccanici chiederanno un incontro urgente al commissario Aferpi, Piero Nardi, per affrontare il tema del pagamento del tfr ai lavoratori ex Lucchini Servizi. Tutto ciò...

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PIOMBINO. I sindacati metalmeccanici chiederanno un incontro urgente al commissario Aferpi, Piero Nardi, per affrontare il tema del pagamento del tfr ai lavoratori ex Lucchini Servizi. Tutto ciò mentre prevedibilmente la prossima settimana si terrà il primo incontro del tavolo tecnico che, nelle attese del Governo, dovrà portare al prolungamento della sorveglianza da parte del Governo e di conseguenza della Legge Marzano.
Intanto in questi giorni a Milano è in corso Made in Steel, la fiera europea dell’acciaio organizzata da Siderweb, il portale della siderurgia.
In questa occasione Siderweb ha intervistato Alberto Bregante, ceo di Sms Innse, la società che ha progettato l’acciaieria elettrica e il nuovo treno di laminazione.
Alla domanda su a che punto è il contratto stipulato con le Acciaierie e Ferriere di Piombino, Bregante ha spiegato che «abbiamo avuto recentemente un incontro con Issad Rebrab e con il ceo di Cevital, Issad Benikene, che hanno chiesto approfondimenti sul piano di ingegnerizzazione. Intanto va chiarito che quello che abbiamo firmato con Aferpi un anno fa non è una manifestazione d’intenti, ma un vero contratto da cui sono escluse solo le opere civili».
Riguardo al rispetto da parte di Aferpi degli impegni finanziari, Bregante ha rivelato che ciò è avvenuto «solo per due terzi. Sul progetto che aveva un costo di 9 milioni ne ha pagati 6. Ovviamente prima di passare ai lavori di costruzione in officina dovrà versare il 15% di anticipo (circa 75 milioni sui 500 del progetto ndr) e garantire il resto del finanziamento. Se questo fosse fatto a luglio, in 28 mesi potrebbero essere realizzati gli impianti. Per noi realizzare l’acciaieria elettrica Piombino sarebbe importante, un riferimento per tutto il nostro lavoro in Europa».
Infine il ceo di Sms ha chiarito, rispetto alle voci che erano circolate negli ultimi tempi, di non essere disponibile a cofinanziare l’investimento: «Non rientra nella nostra filosofia – ha spiegato – siamo e vogliamo continuare a essere solo fornitori».

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