Il Tirreno

«Accoglienza immigrati, Campiglia ha già dato» 

«Accoglienza immigrati, Campiglia ha già dato» 

La sindaca Soffritti scrive in prefettura dopo le notizie sui privati  pronti ad aprire nuove strutture all’interno del territorio comunale

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CAMPIGLIA . La sindaca torna a scrivere alla prefetta Anna Maria Manzione sul tema dell’accoglienza dei profughi. Rossana Soffritti fa riferimento all’approssimarsi della scadenza del bando che la Prefettura emetterà per accogliere i migranti che arrivano nel nostro Paese e esprime la sua personale preoccupazione, quella dell'amministrazione e della comunità per aver appreso che vi sarebbero alcuni soggetti interessati a partecipare al bando avanzando proposte di ulteriore accoglienza nel territorio comunale.
Soffritti evidenzia che «considerata l'estrema delicatezza della questione che ha indotto il Governo Italiano a individuare criteri per l'accoglienza che tengono conto del numero degli abitanti, e che il nostro Comune supera di 3 volte questo parametro, ritengo necessario sottolineare ulteriormente alcuni passaggi».
Eccone la sintesi: durante gli incontri che la stessa prefetta ha convocato e tenuto con i Comuni della Provincia, compresi quelli della Val di Cornia, si è condivisa la saturazione di questo territorio, sia da un punto di vista economico-sociale, che socio-sanitario. A questo proposito fa anche riferimento alle ricadute economiche sul bilancio della società della salute relativo all’accoglimento dei minori stranieri non accompagnati.
«Questo territorio – scrive inoltre la sindaca - le ha rappresentato la sua disponibilità di avviare un percorso che possa portare alla costituzione di centri Sprar in grado di elevare la qualità dell'accoglienza e ricevuto l'impegno della Prefettura a non gravare ulteriormente sui Comuni della Val di Cornia, rivolgendosi e chiedendo un impegno prima di tutto a quei territori che a oggi non sono stati così ‘generosi’ come i nostri».
Prosegue rilevando che pur comprendendo appieno la complessità del tema e la difficoltà di gestire flussi importanti e continui, si ritiene però che non si possa continuare a gravare esclusivamente su chi fino dal primo momento, come si richiede a un'istituzione seria, si è fatto carico delle proprie responsabilità.
«E' indispensabile tenere conto della tenuta del tessuto sociale altrimenti si rischia – evidenzia la sindaca - non soltanto di non fare vera integrazione, ma anche di fare implodere un territorio che in questo momento si regge su un equilibrio molto precario».
E ancora, Soffritti ribadisce la perplessità e preoccupazione a lasciare ai singoli proprietari di immobili la possibilità di scelta di accogliere i richiedenti asilo, senza che questo sia preliminarmente sottoposto ad un confronto con le amministrazioni pubbliche coinvolte che tengano conto dei molteplici elementi di valutazione.

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