Il Tirreno

Dal mosaico di Aiòn l’etichetta del vino 

di Cecilia Cecchi
Dal mosaico di Aiòn l’etichetta del vino 

Concorso Aviva, nessuno vincitore ma progetti al via. Da Poggio del Molino l’idea di un percorso panoramico accessibile a tutti

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PIOMBINO. Dal mosaico della villa romana di Vignale Riotorto un’etichetta per il vino dell’omonima tenuta: presentazione ufficiale il 25 maggio. Dagli scavi di Poggio del Molino, l’idea di percorso panoramico accessibile a tutti. Al via la stagione 2017 di studi e di visite con idee già in corso d’opera per i due progetti archeologici che continuano a rendere sempre più prezioso il territorio di Piombino; assicurando grande visibilità anche nella lotta fino all’ultimo voto per il concorso nazionale “Aviva”, categoria “insieme per il territorio” (fascia di finanziamento 15mila euro, andati ad un progetto per i parchi di Roma). Nessuno dei due ha vinto, ma nessuno si ferma: anzi.
Poggio del Molino. «Per il concorso Aviva? – commenta Carolina Megale Associazione culturale Past in progress-“Archeodig” che segue lo scavo sulla collina che delimita il golfo di Baratti (da sempre con e per Soprintendenza o Università di Firenze in quest’area) – Siamo arrivati in finale, già un bel risultato: grazie ai tantissimi voti di chi ci ha voluto sostenere. Preparare la documentazione per questo concorso ha fatto sì che ci concentrassimo di più su quelli che sono i prossimi obiettivi». Attività decollate ad inizio aprile con la visita del Fai di Ferrara; prossimo appuntamento archeo trekking (per Outdoor sport festival, il 3 giugno) alle 9,30, 12 km visite guidate “Turuscia casa del parco ed Esagono” con l’architetto Fabio Caciagli e poi Poggio del Molino con Megale. «Assicuro che comunque il parco di Poggio del Molino si farà, così come lo abbiamo pensato – riprende l’archeologa – a cominciare da un percorso panoramico accessibile a tutti. Perché anche i diversamente abili possano passeggiare tra le sale della villa romana, tra mosaici come pavimento e pareti dipinte». Scoprendo, per altro, un panorama mozzafiato, non a caso scelto dalla “Roma imperiale” (II sec. a.C.) con vista su Baratti e Rimigliano. «Solo così l’archeologia può incontrare le persone – aggiunge Megale – per far conoscere questo luogo che è stato, oltre che villa romana, fortezza militare e persino fattoria per la produzione della “salsa di pesce” (garum ndr). Il passato appartiene a tutti. Insomma – puntualizza Megale – un modo nuovo di pensare l’archeologia, realizzando a Poggio del Molino un luogo dove trascorrerete tempo libero seguendo da vicino uno scavo archeologico e il restauro dei mosaici. Certo – dice Megale – resta necessaria una nuova segnaletica con cartellonistica illustrata, un viale d’accesso con area di sosta e soprattutto una struttura ecosostenibile che possa servire come base di lavoro... senza dimenticare la “ricostruzione” di un giardino com’era quello dei romani». Tra l’altro - trattandosi di area pubblica - si lavora ancora per inserire Poggio del Molino all’interno del parco archeologico di Baratti Populonia.
Villa romana e stazione di posta, e vino di Vignale. «Il concorso Aviva, compagnia di assicurazioni internazionale – racconta il “regista del progetto “Uomini e Cose a Vignale” Enrico Zanini università di Siena, da sempre responsabile della ricerca – gode di un fondo comunitario per progetti nel sociale. E la casa per Vignale, con oltre 25mila voti web, è stato il più votato via web nella categoria anche se poi la commissione ha assicurato il finanziamento alla risistemazione di 4 parchi pubblici per Roma – conferma – Casa di Vignale, niente affatto accantonata, come sede stabile per tutte le attività che ruotano attorno al progetto archeologico insieme alla cooperativa Fuori Schema: da realizzare nel frantoio della fattoria di Vignale che la cooperativa gestisce. Tutto per trasformare il territorio di Vignale in un luogo dove – spiega Zanini – si possono fare una serie di attività di conoscenza, di esplorazione, di turismo consapevole, lento e rispettoso della natura. Non abbiamo vinto il finanziamento, ma ci siamo molto impegnati mettendo meglio a fuoco tempi e cose da fare». Ed ecco l’anteprima,: «il pomeriggio del 25 maggio (alle 15,30, a Vignale) – ricorda il professore – presenteremo il progetto del vino con l’etichetta “Villa del mosaico”. Un vino già prodotto da tempo dalla fattoria, ma che in questo momento è stato rietichettato per conferirgli un valore aggiunto: perché dentro a questo vino c’è nascosta una storia, che è la storia di come questo nome, l’etichetta si colleghi al mosaico del “Signore del tempo e delle stagioni, Aiòn” che noi abbiamo scavato dal 2014. Va avanti anche la programmazione della prossima campagna d’indagine, un successo al di là del previsto: oltre 25 iscrizioni (chiuse ieri). In più oltre ai nostri sponsor abituali ci sono novità interessanti perché aziende turistiche del territorio si sono spontaneamente offerte per ospitare i ragazzi che lavoreranno allo scavo. Grande felicità, il territorio valuta positivamente la nostra attività ».
Passione e determinazione che partono dalla nostra storia: opportunità per il territorio e per chi non si tira mai indietro.

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