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I migranti traslocano dall’hotel “5 Lecci”
di Annalisa Mastellone
Homo Diogene prende in affitto “La rosa dei venti” per alloggiare i 70 richiedenti asilo nella più moderna struttura
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CAMPIGLIA. I ragazzi alloggiati ai “5 Lecci” si trasferiranno all’hotel “La rosa dei venti”. Almeno è questa la richiesta presentata dalla Homo Diogene alla prefettura.
L’associazione che gestisce la residenza per migranti in zona stazione ha infatti preso in affitto la struttura, composta da albergo e ristorante, di Marisa Piangatelli. L’albergo dal maggio 2015 ospita dei richiedenti asilo, attualmente 17, in alcuni mini appartamenti che erano stati dati in gestione alla Homo Diogene insieme ai “5 Lecci” per realizzare la residenza di prima accoglienza che poi, tramite bando della prefettura, si è vista assegnare un nutrito gruppo di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale destinati alla provincia di Livorno.
“La rosa dei venti” quindi, inaugurata nel maggio 2010, chiuderà per essere presa in gestione dalla Homo Diogene che ha l’obiettivo di traslocarvi con i 70 ragazzi ospiti e le sue attività.
«Abbiamo preso in affitto tutto l’albergo-ristorante – conferma Angela Di Matteo, vicepresidente dell’associazione e responsabile della residenza di prima accoglienza – e abbiamo chiesto alla prefettura di trasferire lì i ragazzi. Questo perché la struttura dei 5 Lecci è vecchia, e inoltre mi costringeva a tenerli separati in due gruppi (uno di 17 e l’altro di 70 migranti), cosa un po’ problematica per organizzare attività e corsi. Per cui abbiamo fatto questo accordo con Marisa, per lasciare i 5 Lecci e spostarci tutti alla Rosa dei venti. Stiamo aspettando ancora l’autorizzazione della prefettura, ma credo non ci dovrebbero essere problemi ad averla, perché si tratta di un miglioramento sostanziale, visto che l’albergo è nuovo e ha spazi più grandi e migliori per organizzare corsi d’italiano e altre attività didattiche».
La notizia del passaggio del ristorante e dell’hotel, che ha una capienza massima di 100 ospiti, alla Homo Diogene circolava da alcuni giorni. Ma secondo qualcuno la cosa avrebbe permesso l’arrivo in paese di altri richiedenti asilo: almeno un centinaio, come sostenuto da alcune voci. «Le solite voci dei soliti ignoranti che non sanno come funzionano le cose e le leggi – dice in proposito Di Matteo – Il Comune di Campiglia ha già accolto sul suo territorio il numero di migranti che doveva accogliere. Insomma, ha fatto, e molto bene, la sua parte, ora tocca ad altri farla. La “Rosa dei venti” ha una ricettività di 100 posti, ma i richiedenti asilo sono assegnati per bando mica per ricettività».
La Homo Diogene ha partecipato o parteciperà ad altri bandi di prima accoglienza su Campiglia? «Abbiamo fatto una richiesta su Piombino – precisa – a Campiglia abbiamo sempre il solito bando, a cui partecipiamo ogni volta che viene fatto, ma non è che ti tolgono i ragazzi che hai e te ne danno di nuovi, restano sempre quelli che ci sono». Se, come sembra, arriverà il nullaosta dalla prefettura, i 70 ospiti dei “5 Lecci” dovrebbero trasferirsi alla “Rosa dei venti” tra un paio di settimane.
L’associazione che gestisce la residenza per migranti in zona stazione ha infatti preso in affitto la struttura, composta da albergo e ristorante, di Marisa Piangatelli. L’albergo dal maggio 2015 ospita dei richiedenti asilo, attualmente 17, in alcuni mini appartamenti che erano stati dati in gestione alla Homo Diogene insieme ai “5 Lecci” per realizzare la residenza di prima accoglienza che poi, tramite bando della prefettura, si è vista assegnare un nutrito gruppo di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale destinati alla provincia di Livorno.
“La rosa dei venti” quindi, inaugurata nel maggio 2010, chiuderà per essere presa in gestione dalla Homo Diogene che ha l’obiettivo di traslocarvi con i 70 ragazzi ospiti e le sue attività.
«Abbiamo preso in affitto tutto l’albergo-ristorante – conferma Angela Di Matteo, vicepresidente dell’associazione e responsabile della residenza di prima accoglienza – e abbiamo chiesto alla prefettura di trasferire lì i ragazzi. Questo perché la struttura dei 5 Lecci è vecchia, e inoltre mi costringeva a tenerli separati in due gruppi (uno di 17 e l’altro di 70 migranti), cosa un po’ problematica per organizzare attività e corsi. Per cui abbiamo fatto questo accordo con Marisa, per lasciare i 5 Lecci e spostarci tutti alla Rosa dei venti. Stiamo aspettando ancora l’autorizzazione della prefettura, ma credo non ci dovrebbero essere problemi ad averla, perché si tratta di un miglioramento sostanziale, visto che l’albergo è nuovo e ha spazi più grandi e migliori per organizzare corsi d’italiano e altre attività didattiche».
La notizia del passaggio del ristorante e dell’hotel, che ha una capienza massima di 100 ospiti, alla Homo Diogene circolava da alcuni giorni. Ma secondo qualcuno la cosa avrebbe permesso l’arrivo in paese di altri richiedenti asilo: almeno un centinaio, come sostenuto da alcune voci. «Le solite voci dei soliti ignoranti che non sanno come funzionano le cose e le leggi – dice in proposito Di Matteo – Il Comune di Campiglia ha già accolto sul suo territorio il numero di migranti che doveva accogliere. Insomma, ha fatto, e molto bene, la sua parte, ora tocca ad altri farla. La “Rosa dei venti” ha una ricettività di 100 posti, ma i richiedenti asilo sono assegnati per bando mica per ricettività».
La Homo Diogene ha partecipato o parteciperà ad altri bandi di prima accoglienza su Campiglia? «Abbiamo fatto una richiesta su Piombino – precisa – a Campiglia abbiamo sempre il solito bando, a cui partecipiamo ogni volta che viene fatto, ma non è che ti tolgono i ragazzi che hai e te ne danno di nuovi, restano sempre quelli che ci sono». Se, come sembra, arriverà il nullaosta dalla prefettura, i 70 ospiti dei “5 Lecci” dovrebbero trasferirsi alla “Rosa dei venti” tra un paio di settimane.
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