Il Tirreno

Unicoop cambia volto per il rilancio 

di Cristiano Lozito
Un negozio Unicoop Tirreno (foto di archivio)
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Un negozio Unicoop Tirreno (foto di archivio)

Nei negozi spazi per wellness, cibi biologici e vegani, prodotti per animali. Con cig e solidarietà 10 milioni di risparmio all’anno

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PIOMBINO. Dieci milioni all’anno di risparmi sul costo del personale con l’accordo tra Unicoop Tirreno e sindacati che interesserà circa 500 persone (421 posti parametrati al tempo pieno) in un piano triennale che prevede il ritorno all’utile nel 2019, dopo un quinquennio in cui si sono registrate perdite intorno ai 30 milioni annui.
«Le operazioni compiute dal punto di vista finanziario ci hanno consentito un rafforzamento patrimoniale che era indispensabile e che ci colloca nei parametri previsti dalla Banca d’Italia. L’accordo con i sindacati, di cui siamo soddisfatti, consente ora di occuparci della nuova sfida, che è il rilancio della cooperativa».
Così Marco Lami, presidente di Unicoop Tirreno ha sintetizzato il significato dell’intesa raggiunta con i sindacati, in una conferenza stampa a cui ha partecipato col direttore generale, Piero Canova.
«Siamo riusciti a limitare l’impatto sociale della ristrutturazione – ha detto Canova – e questo era un elemento fondamentale per una cooperativa come la nostra. Adesso lavoreremo, e c’è molto da fare, per tornare in utile nella gestione caratteristica in modo da rispettare le attese del piano».

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Il triennio prevede cassa integrazione a rotazione per circa 120 dipendenti della sede di Vignale, solidarietà per chi lavora nei negozi, cioè circa 300 posti fte (full time equivalenti), la sospensione del contratto integrativo solo in parte, salvando così una parte non secondaria del reddito. I dettagli sull’uso degli ammortizzatori sociali saranno discussi nella prossima riunione a fine mese tra le parti, con l’impegno a periodiche verifiche sull’andamento del piano. Nessuna decisione è stata ancora presa su chiusure e cessioni di una decina di negozi, anche se Canova ammette l’esistenza di alcune trattative, spiegando «che in ogni caso anche quei lavoratori saranno tutelati», e che comunque «valuteremo più avanti il da farsi, perché se migliorassero i risultati potremmo decidere di andare avanti così». Ulteriori risparmi sono previsti da sinergie e collaborazioni con le cooperative del sistema Lega (che ha garantito il soccorso di Unicoop con un’iniezione patrimoniale di 170 milioni di euro)e da altre operazioni interne tra cui, per fare un esempio, la riduzione del parco auto di circa 400mila euro a regime. Sul costo del lavoro secondo Unicoop in prospettiva influiranno positivamente nel triennio anche alcune uscite per pensionamento, e la mobilità volontaria incentivata da 30mila euro (senza distinzione di ruolo o anzianità), cifra valida all’inizio dell’operazione che poi andrà progressivamente decrescendo.

L’azione di rilancio – al di là dei risparmi – punta su una ripresa dei consumi (di cui per ora non c’è traccia, anche se nei primi tre mesi dell’anno le vendite di Unicoop sono in linea col 2016) e soprattutto su nuove strategie commerciali. «Investiremo sulla riqualificazione dei nostri punti vendita – ha spiegato Canova – ma anche sull’offerta dei prodotti ai clienti. Stiamo facendo degli esperimenti nel Lazio, e in Toscana se tutto va bene le novità arriveranno nei prossimi mesi anche se qualcosa abbiamo già fatto sui prodotti freschi. Amplieremo la gamma delle nostre offerte con 2200 nuovi prodottidi qualità e una rivisitazione dei punti vendita, anche dal punto di vista dell’utilizzo degli spazi, con negozi all’interno dei negozi, per portare nei supermercati wellness, prodotti biologici e vegani, cibo e oggetti per gli animali, ma anche sushi, vini e birre di qualità, prodotti ottici a marchio Coop».

Ma alla fine del triennio, considerando l’intervento finanziario della Lega delle cooperative, Unicoop Tirreno, la vecchia “Proletaria” nata 72 anni fa a Vignale, manterrà la sua autonomia? «Tutte le parti in causa – sostiene Canova – sono concordi nel ritenere che Unicoop resterà autonoma e indipendente. L’aiuto che ci è stato fornito è l’esempio della coesione del movimento cooperativo. Poi è chiaro che nella competizione si apriranno fronti di sinergia con le altre cooperative».
 

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