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Aferpi, cresce l’interesse di Jindal
Indiani pronti a intervenire al di là dell’esito della gara per l’Ilva. Rebrab attacca: nessun sostegno dal sistema creditizio
PIOMBINO. Il mondo siderurgico è alla finestra, in attesa di capire l’evoluzione del caso Aferpi, dove la lettera di Issad Rebrab al Governo sembra aver aperto le porte a un altro biennio di commissariamento da parte di Piero Nardi.
L’altro punto che il ministro Carlo Calenda ha chiarito a Rebrab è che secondo il Governo per lui è un obbligo cercarsi un partner. Se appunto in molti tra i siderurgici sono in attesa di capire cosa succederà a Piombino, nelle ultime ore si è fatto più evidente l’interesse della Jsw di Sajjan Jindal, che dovrebbe diventare più esplicito alla conclusione della vicenda Ilva. Ma, ed è questa la novità, non sarà decisivo l’esito della gara di Taranto per tentare di entrare in Aferpi, inizialmente in partnership con Rebrab ma con l’idea – che non è un mistero essere quella che più piace al Governo – di assumerne la guida, con Rebrab a quel punto dirottato nella logistica e nell’agroalimentare.
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Tutto ciò mentre fonti qualificate riferiscono che l’interesse mostrato da British Steel per le acciaierie piombinesi non è sopito, e che un nome nuovo si è affacciato dopo Voestalpine, quello dell’italiana Danieli.
Intanto la prossima settimana si riunirà il consiglio di fabbrica per analizzare la situazione. Se ieri era stato possibile anticipare gli elementi fondamentali della lettera di Rebrab in risposta alla messa in mora da parte del Governo, gli altri elementi emersi sui contenuti non regalano grandi novità rispetto agli annunci p recedenti di Rebrab.
Nella lettera, firmata in realtà dal ceo di Cevital, Said Benikene, viene ricordato che Cevital ha «già investito su Piombino una cifra superiore ai 100 milioni di euro di mezzi propri». Cifra che testimonia, secondo Cevital, come «sia pretestuosa l’affermazione secondo cui la società non ha avviato in concreto il suo impegno».
Il gruppo ammette poi le difficoltà per reperire finanziamenti, attaccando come già molte volte in passato «l’inusuale completa latitanza di qualsiasi forma di sostegno da parte del sistema creditizio italiano». Benikene sostiene anche che sono in corso «negoziazioni che permetteranno di reperire le risorse patrimoniali e finanziarie per la ripresa produttiva e per realizzare il piano industriale presentato al Mise il 27 marzo».
Cevital inoltre se mostra apertura sulla proroga della sorveglianza col commissario Nardi, si dice «ben consapevole» dell’importanza sociale della presenza del gruppo per la reindustrializzazione del sito di Piombino, ricordando infine che la società il 13 aprile ha presentato la richiesta di proroga «del programma di solidarietà per un periodo di due anni per tutti i dipendenti giunti a scadenza».
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