Il Tirreno

Calenda ribadisce a Rebrab «Commissario e un partner» 

di Cristiano Lozito
Calenda ribadisce a Rebrab «Commissario e un partner» 

Incontro al Mise tra l’industriale al ministro: oggi è attesa la risposta di Cevital sulla permanenza per altri due anni della sorveglianza del Governo con Nardi

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PIOMBINO. È attesa per oggi la risposta di Issad Rebrab alla lettera di messa in mora inviatagli dal commissario Piero Nardi dopo l’incontro del 19 aprile al Mise col ministro Carlo Calenda.
Dai vertici aziendali non sono arrivati segnali, ma Rebrab non ha molta scelta se non si vuole infilare in un vicolo cieco.
L’industriale algerino infatti, secondo quanto riporta Il sole 24 ore, mercoledì ha incontrato Calenda, e il ministro gli ha ribadito «che o accetta due anni in più di sorveglianza e apre a un partner per l’acciaio o procedo per inadempienza contrattuale».
Se questo è quanto il ministro ha voluto rivelare di un incontro che non ha avuto altri testimoni, si capisce che dal Mise arriva un messaggio di fermezza, a cui tutti sperano corrisponda da parte di Rebrab l’accettazione della permanenza di Nardi come commissario per altri due anni, con la prosecuzione degli effetti della Legge Marzano così da mettere in sicurezza i lavoratori ex Lucchini almeno fino al giugno del 2019, data di scadenza degli ammortizzatori sociali.
La presenza di Nardi potrebbe servire poi a facilitare trattative con partner eventuali, anche se questo è un dei punti più difficili da risolvere, visto che Rebrab avrebbe sostenuto più volte col suo entourage che non accetterà l’imposizione di soci a lui non graditi.
Certo è che l’aut aut di Calenda e l’approssimarsi della conclusione della vicenda dell’Ilva di Taranto, ha causato nei produttori italiani e internazionali un certo attivismo: così in questi giorni si rincorrono le voci sull’interesse di varie società – oltre a quelle già conosciute come Jindal, British Steel e Liberty House – rispetto alla situazione di Aferpi, seppur ancora piuttosto generico rispetto agli obiettivi.
I sindacati sono in attesa di essere convocati e anche il sindaco, Massimo Giuliani, si dice in attesa degli eventi. «Ci aspettiamo che arrivi la risposta alla lettera di Calenda – dice Giuliani – in cui uno degli elementi chiave è l’accettazione da parte dell’azienda del prolungamento del periodo di vigilanza del Governo: il punto fondamentale infatti è che si arrivi alla proroga della legge Marzano in modo da tutelare anche i lavoratori. Confidiamo dunque nel Governo – prosegue il sindaco – perché assicuri la continuità produttiva per tutto il periodo necessario alla ripresa dell’attività così come del resto si sta facendo in questi giorni nel caso dell’Alitalia».
Auspicio difficile da realizzare, visto che Aferpi ha un proprietario a tutti gli effetti: si capirà dunque dalla lettera di Rebrab attesa per oggi se Cevital vuole o può mettere denaro non solo per gli investimenti ma in questo momento soprattutto per l’acquisto dei semiprodotti per i laminatoi, elemento indispensabile per dare una prospettiva allo stabilimento.
Certo che in questo senso ha destato preoccupazione non solo tra i sindacati la disdetta dell’affitto dei macchinari della linea tondo e della linea tondo-quadro che servivano al controllo qualità delle barre prodotte dal Tmp, fermo da fine dicembre.
Una scelta motivata dall’azienda come necessaria per una riduzione dei costi (in realtà il risparmio sarebbe di qualche migliaio di euro) e solo temporanea in attesa di una ripresa del tmp dopo l’estate. Ma è certo che il segnale dato al mercato, dove ormai Aferpi è assente da mesi fatta eccezione per quello delle rotaie, è dei peggiori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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