Il Tirreno

Cosa fare per sé e la città Dibattito, musica e buffet 

di Cecilia Cecchi
Cosa fare per sé e la città Dibattito, musica e buffet 

Pronto il programma dell’iniziativa finale del progetto “Piombino? Ci si pensa” Campagna di ascolto durata due mesi, al lavoro una settantina di studenti 

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PIOMBINO. Niente di “precotto”, banali proprio no. «Non esiste che siano i ragazzi a non avere un obiettivo, un sogno…! »: è il commento di coetanei motivati a darsi (e a dare) risposte per un futuro per sé e per la città, che si sono impegnati in questi ultimi due mesi, nel progetto “Piombino? Ci si pensa”.
Percorso – valida politica di ascolto di giovani da giovani – che si avvicina a conclusione come gli stessi protagonisti ricordano costantemente sui social facendo il conto alla rovescia rispetto al 13 maggio, giorno della presentazione dei risultati. In onda già spot pubblicitari su “Radio Piombino” (tra i partner).
Il programma del 13 è pronto e persino il titolo “se questa è banalità” merita attenzione.
«L’indagine sulla città e sulle esigenze dei giovani – ricorda, il giorno dell’ultimo incontro corale, Graziano Simoncini (responsabile politiche giovanili del comune, tutor del progetto) – è nata per volontà dell’assessorato, per capire quali sono oggi le esigenze dei ragazzi che non sono più né quelli che frequentavano i precedenti centri giovani a Piombino, dalla nascita negli anni’80 del Centro Oz di via Corsica né quelli che dal marzo 2007 sono stati all’attuale Centro Giò, intitolato nel 2009 a Fabrizio De André».
La regia della campagna d’ascolto è stata affidata Lamberto Giannini, professore di storia e filosofia e pedagogista (in collaborazione con la cooperativa Il Granaio che gestisce il Centro De André). «Un tipo di alternanza scuola lavoro che ci siamo scelti – conferma a nome di una settantina di “colleghi” tra i 15 e i 18 anni, Giada Salvadori (4 F liceo scienze umane) – e che abbiamo portato avanti con passione. Dopo una giornata formativa iniziale sempre insieme al professor Giannini, ci siamo divisi in 4 gruppi. Così ci siamo occupati della distribuzione di questionari a scuole e in città, della preparazione di video interviste, della cura dei social media, e dell’organizzazione del convegno. In tutto cinque incontri insieme e un lavoro costante grazie a WhatsApp».
Qualcosa dei risultati? «Evidenti – risponde Giada – i cambiamenti accaduti in questi anni. Incredibile scoprire che sono soprattutto i ragazzi a dare giudizi negativi, pur essendo sempre privi di motivazioni personali. Per noi coinvolti l’occasione di incontrare persone, enti, modalità di lavoro. La voglia di stabilire se ancora si possono trovare risposte in questo nostro territorio».
«Ruolo fondamentale nel percorso – interviene Simoncini – il professor Giannini, le operatrici del Centro Silvia Grassi, Irene Marconi, Elena Lombardi e per i contatti con l’amministrazione Serena Caré. Siamo entrati in contatto con dei bellissimi giovani che giostrandosi tra sport, lingue straniere e i tanti impegni hanno dedicato massima cura a questo progetto, che avevano scelto tra le opportunità. Sono tutt’altro che banali! Invece di parlare dei giovani bisogna parlare un po’ più spesso con loro». Non resta che partecipare all’incontro del 13 per incontrarli e scoprirlo: dalle 15,30 al Centro giovani dibattito, musica e buffet (con la collaborazione dell’Istituto enogastronomico). Esserci, anche per rispondere all’invito del sindaco, assessore alle politiche giovanili, Massimo Giuliani: «Spesso parlando dei giovani – aveva ricordato alla presentazione del progetto – si parte da un presupposto sbagliato, ossia che i giovani siano il nostro futuro, mentre i giovani rappresentano il nostro presente. Solo collaborando con loro si può proseguire in una politica di ascolto e di valide risposta alle esigenze».
Ci saranno tutti i ragazzi coinvolti nel lavoro con Giannini: 4 F liceo scienze umane dell’Istituto Carducci e 4OSS e 3BOSS dell’Istituto Ceccherelli. Dibattito aperto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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