Il Tirreno

PIOMBINO

Los Angeles: Blu vince col sonoro

di Francesca Lenzi
Andrea Camerini durante la premiazione
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Andrea Camerini durante la premiazione

Ancora un successo per il piombinese (di Baratti) Andrea Camerini al La Web Festival 2017

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PIOMB)INO. È tornato ieri pomeriggio in Italia, con un premio vinto al La Web Festival, e carico di appuntamenti e interessanti incontri con produttori statunitensi. Il re Mida di Baratti, Andrea Camerini, ha trasformato in oro anche il terzo viaggio negli Usa, durato una settimana, che ha portato l’artista piombinese a ottenere un altro premio alla manifestazione dedicata alla produzione web serie, che si è tenuta a Los Angeles dal 28 al 30 aprile.

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Dopo “Aglien” nel 2013, che si aggiudicò ben cinque statuette, e “Grezzofilm” due anni più tardi, con i premi alla regia e alla musica (realizzata da un altro piombinese Emiliano Pasquinucci), Camerini colpisce ancora, stavolta con un lavoro particolare, decisamente meno beffardo, intriso piuttosto di lirismo e delicata ironia. Stiamo parlando di “Blu”, il cartoon che l’artista piombinese ha realizzato su incarico del sistema dei musei e parchi della Provincia di Livorno, candidato al la Web Festival, a quattro nomination: best cinematography (in italiano si avvicina alla miglior fotografia), effetti speciali, sonoro e colonna sonora. Blu, per il quale sarebbe stata perfetta la categoria relativa all’animazione, che invece non c’è nella manifestazione, ha vinto il miglior sonoro. «Sono dispiaciuto che non abbia vinto per la musica, realizzata da Roberto Sbolci, allievo di Morricone – afferma Camerini – Una musica bellissima, orchestrata, mica fatta al computer. A ogni modo, sono contentissimo di aver portato a Los Angeles, e aver vinto pure un premio, un lavoro come Blu, partito come spot per il sistema museale e diventato molto altro: un cartoon muto, di 14 minuti, complesso. Un rischio, ma ci tenevo tantissimo e voglio condividere la felicità per il premio ottenuto con coloro che mi hanno affidato il progetto.

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È stato emozionante vedere la terrazza Mascagni, Populonia, soprattutto Baratti, sul grande schermo – continua Camerini – E sono soddisfatto di aver vinto in un’edizione molto selettiva, con prodotti di qualità eccellente, magari distribuiti su Netflix. Noi in confronto eravamo delle briciole». Il soggiorno del disegnatore piombinese è stato poi molto altro rispetto agli studi della Sony, teatro del La Web Fest. «Ho incontrato amici che lavorano negli Usa e produttori importanti per alcuni miei progetti – spiega Camerini – Non posso sbilanciarmi per ora, dico solo che stavolta non sarei venuto mai via. Gli studi sono stupendi, proprio ganzi, altro che Cinecittà dove ce la tiriamo parecchio. Il caffè faceva schifo, e ho scambiato Joel Coen per un giardiniere, ma alla terza volta a Los Angeles ho visto cose nuove, e incontrato tanti americani incuriositi dalla mie t-shirt su Trump». Gli interrogativi maggiori sono stati per la maglia con la scritta “Trump, ma un sarai mica pisano? ! ”. «La gente mi chiedeva “What’s pisano? ” – dice Camerini – Dè, vaglielo a spiegare. Al di là delle risate, ho percepito uno spaesamento nelle persone, ma li ho tranquillizzati raccontando loro dei nostri vent’anni con Berlusconi».
 

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