Il Tirreno

Unicoop, dura lettera di un gruppo di soci: vogliamo più rispetto

La sede di Unicoop Tirreno
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La sede di Unicoop Tirreno

La "protesta" al Metropolitan: si lavori per l'accordo. E per la solidarietà. I nostri valori sono questi

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VIGNALE. Più rispetto da parte della nuova dirigenza per i soci. Lo chiedono un gruppo storico di soci Coop che, all’assemblea di venerdì scorso al Metropolitan, ha letto un documento con Claudio Valacchi.

«Come soci della cooperativa — hanno detto — dobbiamo avere più considerazione e rispetto dai nuovi dirigenti della Unicoop, attraverso il consiglio eletto. La Coop nasce a Piombino per difendere i diritti dei lavoratori, per sostenere i proletari e le loro famiglie a comprare il pane e i beni di prima necessità, nell’interesse comune e nella solidarietà di tutti. I nuovi dirigenti quale stipendi percepiscono e per quali obbiettivi? I vecchi dirigenti dovrebbero chiedere scusa e fare un passo indietro, i nuovi devono giustamente risanare il bilancio, ma attraverso nuove idee e un vero piano industriale. Partiamo dal presupposto che le lavoratici e i lavoratori, chi sta alla cassa o dietro un banco di macelleria o di gastronomia, non hanno responsabilità di ciò che è successo, ma subiranno le conseguenze delle difficoltà finanziarie. E questi meritano rispetto e tutela della loro dignità. Quindi i nuovi dirigenti siano più pronti a cogliere le proposte: il contratto di solidarietà è l’unico mezzo, può durare tre anni, coglie il rispetto del lavoratore e il risparmio dell’azienda, la possibilità di sanare il bilancio nei tre anni. Il cds può essere anche intervallato con la cassa integrazione, ma deve essere parte integrante dell’accordo sindacale. Le posizioni rigide e senza senso possono portare allo scontro totale, ma anche alla mancanza di fiducia da parte dei soci. Noi vogliamo continuare a sostenere la Coop mantenendo i libretti di risparmio e facendo la spesa. Dobbiamo dire che questa è l’unica arma di difesa, cioè uscire da questa situazione con intelligenza, non licenziando nessuno, utilizzando gli ammortizzatori per rilanciare il marchio Coop, che è sinonimo di qualità e trasparenza. Quindi ai nuovi dirigenti chiediamo senso di responsabilità, non arroganza. Nell’interesse comune crediamo sia necessario trovare le soluzioni più utili per tutti, per dare futuro alla Coop, ai lavoratori al territorio. Chiediamo al consiglio di farsi portavoce del nostro pensiero, comune fra tutti noi».

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