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«Incontro al Mise negativo ora subito un’assemblea»

PIOMBINO. Per quelli di Articolo 1-Camping Cig quella di mercoledì è stata un’altra giornata negativa. «L’incontro — scrivono — si è concluso con un bilancio negativo per i lavoratori. A parte un...

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PIOMBINO. Per quelli di Articolo 1-Camping Cig quella di mercoledì è stata un’altra giornata negativa. «L’incontro — scrivono — si è concluso con un bilancio negativo per i lavoratori. A parte un sostanziale mutamento di clima nessun risultato concreto è stato ottenuto. L’atteggiamento di Rebrab, che ancora una volta si è presentato con bolle di fumo, ha spiazzato tutti. Nessuno ha saputo più cosa fare e il ministro Calenda è stato costretto a fare la faccia dura e a minacciare la rottura di contratto, inviando una lettera di messa in mora. I sindacati sono usciti frastornati dalla riunione e si sono limitati ad un breve racconto dell’andamento dell’incontro, senza nessuna valutazione per il futuro, senza neppure fare l’assemblea che pure avevano promesso. Speravano forse che Rebrab arrivasse con i famosi 25 mln del circolante e con la promessa di accettare la proroga della legge Marzano per altri 2 anni? Oggi riteniamo che sia necessario che venga fatta al più presto una assemblea aperta a tutti; che venga reso noto il testo della lettera di messa in mora che il Ministro Calenda ha inviato a Rebrab; che l’Amministrazione Comunale acquisisca e renda pubblici il contratto di vendita e gli allegati allo stesso, rispettando una decisione del consiglio assunta all’unanimità. L’unica soluzione politicamente corretta è quella della nazionalizzazione della siderurgia, a partire da Piombino. Ma, fino a che i passi necessari non saranno compiuti, è necessario salvaguardare la sopravvivenza dei lavoratori coinvolti in questo disastro. Per cui è indispensabile che governo e sindacati si attivino affinché Rebrab firmi un accordo dove si obbliga a proseguire per altri due anni le attivitá imprenditoriali e a mantenere per il medesimo periodo i livelli occupazionali; rispetto degli accordi (pre job act) sottoscritti per la proroga dei contratti di solidarietà fino al 30 6 2019; estensione degli ammortizzatori sociali anche per i lavoratori dell’indotto».

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