Il Tirreno

comitato con l’ex fiom Gabrielli 

Ecco i Democratici e progressisti «Aferpi, il Piano B non esiste»

PIOMBINO. Si è costituito il comitato a sostegno del Movimento democratici e progressisti di Piombino, «per dare un riferimento di unità a sinistra e per ridare vigore ai valori di solidarietà,...

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PIOMBINO. Si è costituito il comitato a sostegno del Movimento democratici e progressisti di Piombino, «per dare un riferimento di unità a sinistra e per ridare vigore ai valori di solidarietà, diritti, lavoro e dignità, contro i populismi e le false verità».
Del neonato comitato fa parte, tra gli altri, l’ex segretario della Fiom, Luciano Gabrielli, insieme ad altri sindacalisti e operai. Entro la fine di aprile verrà organizzata «un’assemblea aperta a tutti, lavoratori e cittadini, per spiegare le nostre idee e creare il movimento Democratici e progressisti di Piombino».
«A livello generale — dice una nota del comitato — si parte per ripristinare i valori del lavoro e dei diritti, cancellati dal job act. A livello locale tutti i lavoratori stanno soffrendo pesantemente, l’Arcelor Mittal e la Tenaris Dalmine non hanno ancora superato le difficoltà, i dipendenti sono in cassa integrazione oppure in solidarietà col job act, i lavoratori delle imprese hanno già finito o finiranno a breve gli ammortizzatori sociali, senza nessuna prospettiva concreta né di sostegno economico né di futuro».
Su Aferpi, «l’accordo di assunzione di tutti i lavoratori e la firma degli ulteriori due anni di solidarietà sono segnali tangibili, ma il problema che sta emergendo è che tutto si sta predisponendo con l’obiettivo di dichiarare Rebrab inadempiente, quindi fuori e spazio al “piano B”, che non c’è... Questo a noi non va bene, forse non si riesce a capire che questo scenario lascerebbe almeno 1500 lavoratori su 2100 fuori e non ci sarebbe più spazio per nessun lavoratore delle imprese».
Per il Comitato Mdp «non è vero che il Governo ha fatto tutto, deve invece dire se l’imprenditore è valido, se il progetto dello stabilimento regge, perché è lo stabilimento che col proprio lavoro restituisce il mutuo che dovrebbe essere erogato. Oppure il Governo non vuole questo progetto per non disturbare Taranto e Brescia»?
I promotori del comitato Mdp sostengono quindi «che invece Rebrab è un mezzo per fare acciaio a Piombino, se ha difficoltà finanziarie il Governo faccia da garante, oppure gli dia un partner industriale o partecipi con la Cassa depositi e prestiti come ha fatto a Taranto. Il punto è che Piombino deve colare acciaio, tutte le altre soluzioni possono portare a disastri occupazionali ed economici molto più gravi di quelli di adesso. Per dare risposte a tutti i lavoratori, partendo da quelli delle imprese — è la conclusione — c’è un’unica ricetta: fare gli investimenti e creare lavoro, accelerare gli smantellamenti utilizzando imprese e lavoratori locali».

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