Il Tirreno

Salta il consiglio aperto già fissato per martedì 

di Valeria Parrini
Salta il consiglio aperto già fissato per martedì 

Dopo l’approvazione della richiesta di Rifondazione, la maggioranza ci ripensa in vista dell’incontro al Mise i vertici nazionali del sindacato sono tornati

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PIOMBINO. «Una mattinata molto nervosa», secondo la maggioranza. «Una giornata nera per la democrazia», per Articolo 1 Camping Cig. E ancora, accuse e e polemiche sui social.
Nel mezzo, una certezza. È saltato il consiglio comunale chiesto da Fabrizio Callaioli (Rifondazione comunista) e già fissato per martedì al mattino. Alla vigilia dell’incontro al Mise in vista del quale, nell’arco della giornata, ieri si sono avvicendati in sala consiliare i vertici nazionali dei sindacati. Più un sostegno morale che sostanziale. I giochi saranno chiari il 19.
La riunione dei capigruppo che avrebbe dovuto stabilire le modalità di svolgimento della seduta, ha registrato la divisione netta tra maggioranza e opposizioni. Oggetto del contendere la possibilità che ad intervenire fossero anche soggetti esterni alle Rsu, in presidio permanente in Comune. Le quali avevano sgomberato il campo, dichiarando che non sarebbero intervenute, per consegnare, invece, il documento già proposto negli altri consigli comunali della zona. Cosa che, di fatto, ha innescato in automatico, almeno per la coalizione di governo, la chiusura alla possibilità di dare il microfono ad altri. In particolare a Camping Cig. «I segretari sindacali intervenuti nella riunione dei capigruppo — spiega Callaioli — hanno detto che ritenevano inappropriato che il consiglio comunale fosse aperto agli interventi di lavoratori e cittadini esterni all’ambito delle Rru. E questo perché, nella loro visione, le Rsu rappresentano chi li ha votati e non possono essere messe al pari di altri, Cig o cittadini che siano. Quindi hanno detto che se fosse stato concesso l’intervento ad altri, loro non sarebbero intervenuti. Quando siamo andati a votare se fare un consiglio comunale aperto a tutti o meno, Prc, M5S e Ferrari sindaco hanno votato a favore, Pd, Sinistra per Piombino, il sindaco, il presidente e la vice presidente hanno votato contro».
Per Callaioli, si è voluto evitare il confronto tra posizioni diverse, a favore dell’immagine di una città unita «che in realtà non lo è, affinché — afferma il capogruppo di Rifondazione — le responsabilità politiche e istituzionali ad ogni livello, non emergessero».
La versione di Rinaldo Barsotti (capogruppo dei Democratici): «Dopo ore di discussione sulla utilità di questa seduta consiliare, valutando ogni aspetto soprattutto alla luce dell’attuale situazione, molto complicata e seria al di là di facili battute e persino possibile oggetto di manifestazioni al limite della sicurezza sociale, finalmente Callaioli è venuto allo scoperto. O si procedeva come chiedeva anche a costo di infrangere quel delicato equilibrio che ha resa unitaria la stragrande maggioranza dei rappresentanti dei lavoratori, o niente. Abbiamo respinto il ricatto dichiarandoci disponibili a incontri successivi al 19».
Per Camping Cig «La prima vittima è la democrazia, sindacale e politica. Il sindaco e la sua maggioranza rifiutano di convocare un consiglio comunale aperto perché hanno paura di contestazioni dovute alle loro colpe e per l’assenza di una linea politica. Il sindaco si scaglia con arroganza contro lavoratori che chiedono spiegazioni perché ha paura di un confronto dal quale non può che uscire perdente».

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