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«Non molliamo sugli slot, cresceremo qui»
di Luca Centini
L’armatore Negri: vogliamo la seconda nave, busseremo alla porta della nuova Authority
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PORTOFERRAIO. «Non molliamo. Il nostro obiettivo è crescere all’Elba e non altrove. E per farlo vogliamo portare una seconda nave, garantendo in questo modo la continuità del servizio anche nei mesi invernali. La nostra idea è chiara, però è evidente che non sia piaciuta molto a qualcuno».
Luigi Negri, numero uno di Finsea e armatore della compagnia di navigazione Blu Navy, rilancia la sfida degli slot. Lo fa nel corso della presentazione dei servizi Blu Navy 2017 avvenuta giovedì sera a bordo del traghetto Acciarello. Con Luigi Negri, nel corso della conferenza stampa tenuta nella sala comandi della motonave, c’erano i nipoti Aldo e Raffaele Negri e l’amministratore delegato di Bn di Navigazione, Luca Morace.
La battaglia degli accosti con il Gruppo Onorato, insomma, va avanti in una fase che, necessariamente, ha scontato una pausa di riflessione in seguito alla riorganizzazione dell’Autorità portuale di Piombino e dell’Elba, fusa da alcuni giorni con l’Authority di Livorno. Negri, durante la presentazione dell’Acciarello, ha fatto sapere di n on aver sepolto l’ascia di guerra dopo che l’Autorità portuale sotto la guida dell’ex commissario Luciano Guerrieri, con un’ordinanza emessa nel mese di novembre ha di fatto congelato l’attuale struttura degli accosti fino al 2020, rigettando le richieste di espansione della compagnia Blu Navy e confermando l’impostazione delle partenza a forte predominio Moby - Toremar.
Obiettivo crescere.
Quando al numero uno di Finsea gli viene chiesto quali siano le principali novità di Blu Navy per la stagione 2017 non ci sono colpi di scena. «Grosso modo la nostra offerta sarà simile a quella dello scorso anno», spiega Luigi Negri lasciando filtrare una vena di rammarico. Sì, perché l’intenzione di Blu Navy, già da quest’anno, era quella di consolidare la presenza sull’isola. Ma tra le intenzioni e la realtà si sono messi di traverso gli atti dell’Autorità portuale di Piombino e dell’Elba. «Abbiamo presentato un ricorso, anzi ne abbiamo presentati diversi – racconta il presidente di Finsea – del resto il nostro obiettivo è crescere, non c’è una strada diversa. All’interno della nostra compagine sono presenti gli Albergatori ed Elbasol, espressione dell’imprenditoria elbana. L’isola è la nostra seconda patria, è qui che vogliamo crescere».
Il riferimento di Negri è all’avventura intrapresa da Blu Navy a partire dallo scorso anno tra la Sardegna e la Corsica. «Abbiamo acquistato l’Ichnusa e garantiamo il collegamento tra Bonifacio e Santa Teresa di Gallura, portando una quota di traffico pesante e di passeggeri. Abbiamo trovato un altro modo per crescere, siamo dovuti andare in Sardegna, ma il nostro interesse resta l’Elba. Proveremo a crescere qui, non molliamo. Siamo pronti a picchiarci la testa una, due, tre volte».
La contesa con l’Authority.
L’interlocutore con cui La compagine di Negri avrà a che fare è un’Autorità portuale rinnovata, con un nuovo vertice (da alcuni giorni è entrato in carica Stefano Corsini).
«L’ente si è riorganizzato – commenta Negri – deve ancora iniziare a capire come potersi muovere. Del resto l’Autorità portuale si dovrà occupare di problemi livornesi che conosciamo bene, visto che fino a ieri la mia società ha gestito il terminal Darsena Toscana e siamo presenti con il Clip, terminal operator che sbarca auto nuove e cellulosa. Per un mese, un mese e mezzo, la nuova Autorità portuale dovrà gestire altri problemi, ma subito dopo busseremo alla porta. Vogliamo sederci a un tavolo, chiedere che siano analizzati i nostri ricorsi, per capire se abbiamo ragione o torto. La battaglia, insomma, continua a meno che qualcuno ci dica che abbiamo ragione».
La proposta Blu Navy.
Alla base del braccio di ferro con l’Autorità portuale e, di riflesso, con il competitor Moby Toremar, c’è la stessa proposta che, ormai da anni, Blu Navy ha messo sul tavolo. «Già da questo inverno potremmo garantire un servizio – incalza Negri – magari non con cinque coppie di corse, ma con tre, sufficienti per acquisire una quota sufficiente di traffico pesante e per dare un servizio agli elbani. Ma per fare questo dovremmo avere almeno dieci slot in estate, portando una seconda nave, altrimenti la società rischierebbe seriamente di fallire e chiudere bottega». Ma la proposta di ampliamento delle corse è stata più volte rigettata dall’Autorità portuale di Piombino e dell’Elba. L’ex commissario Luciano Guerrieri e i tecnici dell’ente hanno sottolineato come i porti di Piombino e dell’Isola d’Elba siano saturi dal punto di vista del servizio erogato. Insomma, per diverse ragioni di natura tecnica e legate alla sicurezza, non c’è più lo spazio necessario per aumentare la quota di partenza da Piombino all’Elba e viceversa. Le coppie di corse, secondo quanto stabilito dall’Appe con l’ordinanza di novembre, resteranno 44. Non una in più.
Il tetto contestato.
Ma è proprio sulla quota massima di partenze consentite che l’armatore di Blu Navy nutre i maggiori dubbi.
Negri, infatti, esprime le proprie perplessità quando gli viene chiesto l’esito del tavolo tra le compagnie di navigazione istituito secondo quanto prescritto dall’Antitrust, che alcuni mesi fa si è pronunciato sul tema degli slot nei porti di Piombino e dell’Elba. Tavolo che si è chiuso con il rifiuto da parte di Moby di cambiare alcuni slot con Blu Navy. «In realtà – commenta il patron di Fisnea, Luigi Negri – la questione del cambio di slot non mi trova del tutto d’accordo, il punto non è questo. Piuttosto è la storia del limite strutturale al numero degli slot a non convincermi affatto. Abbiamo fatto fare uno studio approfondito da professionisti del settore sui porti di Piombino e dell’Elba. Ecco, dallo studio è venuto fuori che le partenze possibili da Piombino a Portoferraio e viceversa sono molte di più rispetto alle attuali».
I dati riportati da Blu Navy, quindi, sono in contrasto con le relazioni tecniche emesse dall’Autorità portuale di Piombino e dwll’Elba. «Scusate se lo dico – chiude Negri con un pizzico di polemica – può sembrare una provocazione, ma non vuole esserlo. La limitazione degli slot sembra costruita ad arte per mantenere lo status quo nel porto: chi c’è c’è, chi non c’è arrivederci e grazie. Ma noi non ci rassegneremo, perché siamo convinti di avere ragione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Luigi Negri, numero uno di Finsea e armatore della compagnia di navigazione Blu Navy, rilancia la sfida degli slot. Lo fa nel corso della presentazione dei servizi Blu Navy 2017 avvenuta giovedì sera a bordo del traghetto Acciarello. Con Luigi Negri, nel corso della conferenza stampa tenuta nella sala comandi della motonave, c’erano i nipoti Aldo e Raffaele Negri e l’amministratore delegato di Bn di Navigazione, Luca Morace.
La battaglia degli accosti con il Gruppo Onorato, insomma, va avanti in una fase che, necessariamente, ha scontato una pausa di riflessione in seguito alla riorganizzazione dell’Autorità portuale di Piombino e dell’Elba, fusa da alcuni giorni con l’Authority di Livorno. Negri, durante la presentazione dell’Acciarello, ha fatto sapere di n on aver sepolto l’ascia di guerra dopo che l’Autorità portuale sotto la guida dell’ex commissario Luciano Guerrieri, con un’ordinanza emessa nel mese di novembre ha di fatto congelato l’attuale struttura degli accosti fino al 2020, rigettando le richieste di espansione della compagnia Blu Navy e confermando l’impostazione delle partenza a forte predominio Moby - Toremar.
Obiettivo crescere.
Quando al numero uno di Finsea gli viene chiesto quali siano le principali novità di Blu Navy per la stagione 2017 non ci sono colpi di scena. «Grosso modo la nostra offerta sarà simile a quella dello scorso anno», spiega Luigi Negri lasciando filtrare una vena di rammarico. Sì, perché l’intenzione di Blu Navy, già da quest’anno, era quella di consolidare la presenza sull’isola. Ma tra le intenzioni e la realtà si sono messi di traverso gli atti dell’Autorità portuale di Piombino e dell’Elba. «Abbiamo presentato un ricorso, anzi ne abbiamo presentati diversi – racconta il presidente di Finsea – del resto il nostro obiettivo è crescere, non c’è una strada diversa. All’interno della nostra compagine sono presenti gli Albergatori ed Elbasol, espressione dell’imprenditoria elbana. L’isola è la nostra seconda patria, è qui che vogliamo crescere».
Il riferimento di Negri è all’avventura intrapresa da Blu Navy a partire dallo scorso anno tra la Sardegna e la Corsica. «Abbiamo acquistato l’Ichnusa e garantiamo il collegamento tra Bonifacio e Santa Teresa di Gallura, portando una quota di traffico pesante e di passeggeri. Abbiamo trovato un altro modo per crescere, siamo dovuti andare in Sardegna, ma il nostro interesse resta l’Elba. Proveremo a crescere qui, non molliamo. Siamo pronti a picchiarci la testa una, due, tre volte».
La contesa con l’Authority.
L’interlocutore con cui La compagine di Negri avrà a che fare è un’Autorità portuale rinnovata, con un nuovo vertice (da alcuni giorni è entrato in carica Stefano Corsini).
«L’ente si è riorganizzato – commenta Negri – deve ancora iniziare a capire come potersi muovere. Del resto l’Autorità portuale si dovrà occupare di problemi livornesi che conosciamo bene, visto che fino a ieri la mia società ha gestito il terminal Darsena Toscana e siamo presenti con il Clip, terminal operator che sbarca auto nuove e cellulosa. Per un mese, un mese e mezzo, la nuova Autorità portuale dovrà gestire altri problemi, ma subito dopo busseremo alla porta. Vogliamo sederci a un tavolo, chiedere che siano analizzati i nostri ricorsi, per capire se abbiamo ragione o torto. La battaglia, insomma, continua a meno che qualcuno ci dica che abbiamo ragione».
La proposta Blu Navy.
Alla base del braccio di ferro con l’Autorità portuale e, di riflesso, con il competitor Moby Toremar, c’è la stessa proposta che, ormai da anni, Blu Navy ha messo sul tavolo. «Già da questo inverno potremmo garantire un servizio – incalza Negri – magari non con cinque coppie di corse, ma con tre, sufficienti per acquisire una quota sufficiente di traffico pesante e per dare un servizio agli elbani. Ma per fare questo dovremmo avere almeno dieci slot in estate, portando una seconda nave, altrimenti la società rischierebbe seriamente di fallire e chiudere bottega». Ma la proposta di ampliamento delle corse è stata più volte rigettata dall’Autorità portuale di Piombino e dell’Elba. L’ex commissario Luciano Guerrieri e i tecnici dell’ente hanno sottolineato come i porti di Piombino e dell’Isola d’Elba siano saturi dal punto di vista del servizio erogato. Insomma, per diverse ragioni di natura tecnica e legate alla sicurezza, non c’è più lo spazio necessario per aumentare la quota di partenza da Piombino all’Elba e viceversa. Le coppie di corse, secondo quanto stabilito dall’Appe con l’ordinanza di novembre, resteranno 44. Non una in più.
Il tetto contestato.
Ma è proprio sulla quota massima di partenze consentite che l’armatore di Blu Navy nutre i maggiori dubbi.
Negri, infatti, esprime le proprie perplessità quando gli viene chiesto l’esito del tavolo tra le compagnie di navigazione istituito secondo quanto prescritto dall’Antitrust, che alcuni mesi fa si è pronunciato sul tema degli slot nei porti di Piombino e dell’Elba. Tavolo che si è chiuso con il rifiuto da parte di Moby di cambiare alcuni slot con Blu Navy. «In realtà – commenta il patron di Fisnea, Luigi Negri – la questione del cambio di slot non mi trova del tutto d’accordo, il punto non è questo. Piuttosto è la storia del limite strutturale al numero degli slot a non convincermi affatto. Abbiamo fatto fare uno studio approfondito da professionisti del settore sui porti di Piombino e dell’Elba. Ecco, dallo studio è venuto fuori che le partenze possibili da Piombino a Portoferraio e viceversa sono molte di più rispetto alle attuali».
I dati riportati da Blu Navy, quindi, sono in contrasto con le relazioni tecniche emesse dall’Autorità portuale di Piombino e dwll’Elba. «Scusate se lo dico – chiude Negri con un pizzico di polemica – può sembrare una provocazione, ma non vuole esserlo. La limitazione degli slot sembra costruita ad arte per mantenere lo status quo nel porto: chi c’è c’è, chi non c’è arrivederci e grazie. Ma noi non ci rassegneremo, perché siamo convinti di avere ragione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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