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giudice di pace 

Spirito libero: «Ora chiarezza e più equità per i costi»

PIOMBINO. «Condividiamo le preoccupazioni dell’Associazione forense sull’ufficio del giudice di pace – esprime così piena solidarietà Sergio Filacanapa capogruppo della lista Spirito Libero – da...

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PIOMBINO. «Condividiamo le preoccupazioni dell’Associazione forense sull’ufficio del giudice di pace – esprime così piena solidarietà Sergio Filacanapa capogruppo della lista Spirito Libero – da sempre in prima linea sul mantenimento dell’ultimo presidio di giustizia della Val di Cornia, specie dopo l’improvvida chiusura della sede distaccata del tribunale. Bene ha fatto – aggiunge Filacanapa – anche il sindaco Giuliani a voler fissare un incontro con gli altri sindaci del territorio, per cercare di evitarne la chiusura e ridistribuire equamente il costo del servizio, perché è proprio quello il nodo cruciale: è giunto il momento di fare delle scelte nette e assumersi ciascuno responsabilità, ossia gli onori ma anche gli oneri derivanti dai vari servizi che sono essenziali per tutto il comprensorio. Finito il tempo dello scaricabarile, col nostro “piccolo” comune a sobbarcarsi, quasi esclusivamente, i costi di un intero territorio in cui vivono quasi centomila persone (per non parlare dei picchi estivi). La questione del giudice di pace – sottolinea – va a braccetto con quella della Società Parchi, entrambe situazioni cioè in cui gli indubbi vantaggi e benefici ricadono sull’intera Val di Cornia mentre tutti i relativi costi ricadono in modo abnorme su Piombino, che si sobbarca più di tutti i contributi degli altri Comuni messi insieme. Quadro grottesco se pensiamo alle sparate di alcuni comuni a fronte di una loro partecipazione alle spese di poche migliaia di euro. Situazione non più sostenibile, sia perché fortemente iniqua, sia perché Piombino non può più permetterselo. Finora Piombino, spendendo da oltre il doppio fino a 15 volte in più degli altri comuni, ha garantito il funzionamento dell’ufficio del giudice di pace, le cui cifre parlano da sole: 469 cause civili, 134 sentenze, 277 decreti ingiuntivi, circa 200 processi penali. Evidente che se questa fondamentale realtà dovesse chiudere, non solo i piombinesi, ma ogni cittadino del comprensorio, sarebbe costretto a recarsi a Livorno anche per una semplice multa, lite condominiale o testimonianza, dunque sarebbe un grave ed enorme danno per tutta la Val di Cornia» conclude.

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