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Indotto e crisi Sme Tavolo di crisi rinviato
PIOMBINO. Prima convocato per oggi e poi rinviato a data da destinarsi dalla Regione il tavolo di crisi presieduto da Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente Rossi, per affrontare la...
PIOMBINO. Prima convocato per oggi e poi rinviato a data da destinarsi dalla Regione il tavolo di crisi presieduto da Gianfranco Simoncini, consigliere del presidente Rossi, per affrontare la questione della Sme dopo la recente crisi e rottura del confronto tra sindacati e azienda.
All’incontro erano stati invitati i sindacati (Fiom, Fim e Uilm) e il sindaco. Alla base della rottura della trattativa con i sindacati, la indisponibilità da parte dell’azienda del gruppo Bertocci, di concedere la cassa integrazione residua di 7 mesi per i 21 lavoratori della Sme a rischio licenziamento. I sindacati infatti avevano chiesto di poter utilizzare il residuo di cassa integrazione straordinaria per capire i prossimi sviluppo del piano industriale Aferpi e avere ancora un po’ di tempo prima di chiudere definitivamente qualsiasi prospettiva. L’intenzione quindi era di prendere un po' di tempo, usufruendo degli ammortizzatori sociali residui, per capire le possibilità di una ripresa. L’azienda non si è resa disponibile e ha offerto un'apertura solo per 5 mesi di Cassa integrazione a patto però che i lavoratori firmassero una liberatoria con la quale allo scadere della Cassa Integrazione avrebbero accettato il licenziamento, rinunciando a qualsiasi rivalsa. I lavoratori non hanno accettato questa proposta. «L’atteggiamento dell’azienda non è accettabile né da parte dei sindacati né da parte delle istituzioni - aveva affermato il vicesindaco e assessore alle attività produttive Ferrini nella riunione precedente - In questo modo si rompe un quadro di condivisione e di confronto che abbiamo cercato di portare avanti dall'inizio della crisi con tutti gli interlocutori coinvolti».
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