Il Tirreno

Curriculum in mano cercando un lavoro

di Claudia Guarino
Curriculum in mano cercando un lavoro

Oltre 350 persone ieri al Centro giovani, a fronte di un’offerta di 145 posti, per un impiego almeno stagionale

4 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Oltre 350 persone hanno partecipato alla Borsa mercato lavoro, l’iniziativa organizzata dall’Ente bilaterale turismo toscano che è sbarcata ieri, per la prima volta, a Piombino. Così al Centro giovani De André, dalle 10 alle 14, si è incontrata l’offerta di 145 posti di lavoro, proveniente da 22 aziende del territorio, con la domanda dei candidati, i quali hanno consegnato il proprio curriculum prendendo parte a un primo colloquio conoscitivo. In una città dove la crisi della siderurgia ha inflitto colpi molto pesanti all’occupazione, il lavoro stagionale legato al turismo rimane per certi versi un’àncora di salvezza.

E così uomini, donne, italiani, stranieri, giovani e meno giovani si sono messi in fila, a caccia di un contratto che per lo più dura pochi mesi, e hanno iniziato il tour tra i banchetti delle aziende alla ricerca di un posto da cameriere, barista, cuoco, addetto alle pulizie, bagnino o animatore. Parola d’ordine: cogliere un’opportunità. Almeno stagionale.

«Mi sembra che, per essere la prima volta, la manifestazione possa essere considerata un successo in termini di partecipanti - dice il sindaco Massimo Giuliani - La Borsa mercato lavoro mostra che la nostra zona si sta incamminando nella direzione dello sviluppo del turismo, processo questo che è ormai irreversibile».

Ma fuori dal Centro giovani le persone in attesa di entrare per poter consegnare i propri curricula non sono tutte così ottimiste.

«Io ero un operaio Lucchini - dice Luigi Amoruso, 30 anni -. Poi, quando sono finito in cassa integrazione, mi sono licenziato. L’ho fatto per tentare di costruirmi un altro futuro, avevo già capito che la siderurgia non ne aveva. Ho così frequentato un corso per chef, ma a Piombino il turismo dà lavoro, quando lo trovi, solo per qualche mese. E il resto dell’anno? La verità è che senza la fabbrica la città è morta». Luigi è arrabbiato, a 30 anni è dovuto tornare a vivere con la madre perché non ha la possibilità di pagarsi un mutuo o un affitto. Prima, con l’industria in attività, non aveva problemi.

Anche Abdellatif e Nour Eddine, marocchini che vivono in Val di Cornia da parecchi anni, avevano un impiego grazie alla ex Lucchini. «Lavoravamo per una ditta che si occupava di ponteggi e saldature, che operava anche all'interno della fabbrica - sottolinea uno di loro - poi l’azienda è fallita e adesso cerchiamo un’altra occupazione».

Matteo Tamburini, 31 anni, invece ha lavorato come animatore, poi ha voluto provare a cercare qualcosa di diverso. Lui è più ottimista di tanti altri. «Io credo che il nostro territorio qualcosa offra, soprattutto d’estate. Credo che Piombino, se vuole sopravvivere, debba puntare sul turismo. Le possibilità ci sono, ma non vengono sfruttate nel migliore dei modi».

Abdellatif, Nour Eddine, Luigi, Marco, ma anche Flora, Valeria, Tarek e altri 350 ieri sono andati al Centro giovani, chi con animo sereno chi con un’impostazione più pessimistica, per cercare un’occasione da cogliere, sfruttando la possibilità di dialogare direttamente con le aziende.

«Per me questa della Borsa mercato lavoro è un’ottima iniziativa - dice Nilde Monaci, bar Jambe - Noi abbiamo un’attività stagionale che non va così male, vuol dire che il turismo ha un futuro, ma non è facile, per svilupparlo è necessario cambiare mentalità».

Sul fatto che il turismo sia un’opzione importante è d’accordo anche Claudio Serratore, Villaggio Orizzonte, secondo il quale «noi non siamo in crisi, ogni anno aumentiamo il fatturato e facciamo anche nuovi investimenti, segno che quello del turismo è un terreno fertile. Però abbiamo problemi a reperire personale, troviamo spesso poca professionalità».

Il dibattito attorno ad acciaio, turismo e diversificazione, insomma, si rinnova ogni giorno, tra chi dice che il secondo è l’unica opportunità che ha Piombino per sopravvivere e chi sottolinea che senza la fabbrica la città è destinata a morire comunque. Intanto chi consegna il curriculum spera di poter tirare il fiato con qualche mese di stipendio. Quanti contratti questa Borsa mercato del lavoro avrà reso possibile lo sapremo solo tra qualche mese. «Due aziende però - dice Massimiliano Roventini, Ebtt - a un certo punto hanno lasciato il Centro giovani perché hanno trovato le figure che cercavano, questo è un buon segno».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani