Cevital: «Pronti a mettere 75 milioni»
Presentato il piano a Calenda. I sindacati cauti: «Vogliamo vedere le garanzie e il business plan». Domani incontro con l’azienda
PIOMBINO. Il nuovo piano industriale di Aferpi che prevede l’avvio dei lavori per il forno elettrico il primo luglio, con l’avvio della produzione di acciaio dal gennaio del 2020, nuovo treno rotaie e revamping di tmp e tve e un progetto definito come già pronto per lo smantellamento dei vecchi impianti, è stato presentato ieri al ministro Carlo Calenda dal presidente Issad Rebrab e dal ceo di Cevital Said Benikene.
Se il cuore del piano è quello anticipato nei giorni scorsi dal Tirreno, e cioè sostanzialmente dal punto di vista tecnico una rivisitazione di quello precedente con un nuovo cronoprogramma, qualche novità è arrivata dall’annuncio degli strumenti per il sostegno finanziario. Un giro complesso di finanziamenti che vedrebbe la compartecipazione di nuovi partner (tra quelli possibili che sono stati citati la Jsw di Jindal e la British Steel, con un ruolo da definire per la stessa Sms Demag relativamente al forno), con Cevital impegnata a mettere altri 15 milioni la prossima settimana per il circolante, e successivamente 75 milioni per sostenere l’investimento da 500 milioni. 180 milioni per il circolante necessario negli anni del piano arriverebbero da garanzie fornite da assicurazioni e da altre forme (consentite) di sostegno pubblico.
All’incontro con Rebrab e Benikene oltre al ministro Calenda c’erano il sindaco Massimo Giuliani («Restano criticità – ha detto – ma ci sono anche elementi positivi, il mio è un giudizio sospeso anche in attesa che il piano venga esaminato e discusso dai sindacati») e il commissario ex Lucchini, Piero Nardi. L’assenza di Fausto Azzi ha invece alimentato le indiscrezioni che da tempo si rincorrono sui rapporti sempre più difficili fra l’ad di Aferpi e la proprietà. In strada, davanti al Mise, la cinquantina di persone arrivate sul pullman organizzato dall’Ugl, con esponenti di Camping cig, il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi e il capogruppo dei 5 Stelle, Daniele Pasquinelli.
Il ministro, che si è riservato una valutazione complessiva dopo le verifiche tecnico-economiche, ha poi illustrato ai segretari dei sindacati nazionali (Mauro Faticanti, Marco Bentivogli, Rocco Palombella, Daniele Frascangeli per Fiom, Fim, Uilm e Ugl) e ai provinciali (David Romagnani, Fausto Fagioli, Lorenzo Fusco, Fiom, Fim e Uilm), presente la sottosegretaria Silvia Velo, il risultato dell’incontro. I sindacati non potendo esprimere giudizi su un piano appena riassunto da Calenda, hanno chiesto di incontrare l’azienda, confronto fissato per domani al Mise «con l’obiettivo di capire – si legge in una nota del sindacato – se si può procedere con Cevital o se è necessario staccare la spina». Per questa ragione le assemblee sono state spostate a giovedì ma oggi alle 14 ci sarà consiglio di fabbrica e dalle 15 segreterie e rsu saranno disponibili a incontrare i lavoratori «che vorranno informazioni sul breve incontro di ieri».
Laconiche quindi le dichiarazioni dei leader sindacali. Per Faticanti «l’unico elemento di novità è l’incontro fissato con l’azienda, solo a quel punto daremo un giudizio di merito».
«Entro breve – ha detto Bentivogli – Cevital offra garanzie e recuperi i ritardi. È passato molto tempo e la verifica di solvibilità e affidabilità non è più rinviabile».
«Attendiamo di visionare il business plan – ha dichiarato Palombella – per fare valutazioni più compiute. Ci aspettiamo nell’incontro di mercoledì anche conferme sulle garanzie occupazionali visto il prolungamento dei tempi di realizzazione del progetto».
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