Il Tirreno

Magona e turismo sportivo: Spagnesi la passa a Giuliani

di Francesca Lenzi
Magona e turismo sportivo: Spagnesi la passa a Giuliani

Il sindaco: «Situazione difficile ma lo stadio è da sistemare» Il presidente lancia anche l’idea dell’azionariato popolare

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PIOMBINO. I primi ad arrivare sono l’allenatore Sebastiano Miano, il direttore generale Enzo Madau e l'accompagnatore Gianluca Catteddu. C’è anche il sindaco, Massimo Giuliani. Ci fermiamo fuori dalla redazione. Due chiacchiere in libertà in attesa dei giocatori che arrivano qualche minuto dopo le 10: i gemelli Rocchiccioli, il capitano Gherardini, Fatticcioni, Papa e Quarta. Più tardi arriveranno anche Serri e Francesco Luci. Inizia così la giornata con l’Atletico Piombino organizzata ieri dal Tirreno. Una mattinata a porte aperte con la squadra nerazzurra, per parlare del derby di oggi contro il Cecina, ma anche per fare il punto sulla stagione e sulle ambizioni di un gruppo di ragazzi che ha fatto tornare ai piombinesi la voglia di rimettere piede nel vecchio e glorioso Magona.

IMPIANTI. Tra gli argomenti affrontati c’è stato proprio anche lo stadio nerazzurro, che sarà pure glorioso, ma è appunto vecchio e malmesso e avrebbe bisogno di un restyling, soprattutto in prospettiva di un’eventuale promozione in serie D: «Non credo che messo così possa superare le specifiche richieste da un campionato del genere - spiega Spagnesi, presidente da record, alla guida del Piombino da 10 anni - In quel caso ci rimetteremmo all’amministrazione piombinese per capire quali soluzioni prendere».

«Stiamo lavorando per trovare fondi da destinare a questa squadra che sta facendo così bene - le parole del sindaco Giuliani - Prima di tutto sarebbe importante non disperdere le forze sia da un punto di vista tecnico che economico. Abbiamo infatti troppe squadre per una città di neppure 35mila abitanti. Il Magona sarebbe un impianto da sistemare, nessuno può negarlo. D’altra parte siamo in una situazione complessiva difficile, in cui dovremmo rifare il tetto di almeno due palestre». Il dialogo a due tra presidente e sindaco è continuato sullo stesso tema con due considerazioni da parte del patron dell’Atletico: «Butto lì due spunti di riflessione - afferma Spagnesi - Da una parte c’è l’idea dell’azionariato popolare, strumento potenzialmente prezioso per il futuro, a fronte della scarsità di risorse; dall’altra c’è un progetto che riguarda la zona davanti al cimitero per la realizzazione di campi sussidiari, in linea con un ideale di turismo sportivo».

«Parliamo di un settore apparentemente di nicchia che, al contrario, cresce regolarmente ormai di almeno il 12% all'anno e che supera in certi momenti quello culturale - replica Giuliani - Il turismo sportivo però non si fa soltanto con un bell’ambiente, ma anche con gli impianti che permettano di assorbire decine e decine di atleti. Certo, strutture di foresteria sportiva, da gestire prevalentemente per il calcio, ma a disposizione anche di altre discipline, ritengo siano una valida strada per il futuro».

SOGNO SERIE D. Tornando su argomenti più prettamente sportivi, il Piombino si trova a vivere una situazione particolare: da una parte insegue il sogno di una categoria che qui manca dall’annata ’82-’83, mentre dall’altra pensa inevitabilmente alle difficoltà, soprattutto economiche, di un’eventuale promozione. Una stagione di Eccellenza costa alla società 250mila euro. «La serie D dovrebbe costare gli stessi soldi - parla chiaro Spagnesi - Anche se la rosa è valida, il gruppo giovane e composto da piombinesi».

GRUPPO FANTASTICO. Per ora, tuttavia, prevale la voglia di sognare. Nel caso, come disse qualche settimana fa lo stesso presidente nerazzurro, ci preoccuperemo a tempo debito. «Questa squadra, fatta di ragazzi eccezionali, tecnicamente validi tanto che non li cambierei con nessuno del Seravezza o del Roselle, è un miracolo - dice Madau - La stagione, comunque vada, resterà fenomenale».

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