Il Tirreno

Un extradeficit da 812mila euro contestato dalla Corte dei Conti

di Luca Centini
Un extradeficit da 812mila euro contestato dalla Corte dei Conti

I giudici contabili bacchettano il Comune di Portoferraio: errori nel riaccertamento dei residui Il Comune ha sessanta giorni di tempo per correggere e decidere come ripianare il disavanzo

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PORTOFERRAIO. Il Comune di Portoferraio dovrà ripianare un extra deficit di 812mila euro, relativo al rendiconto del 2014, pur in presenza di un avanzo di amministrazione positivo per 2.724.859 euro. È quanto ha stabilito, con una delibera depositata il 7 marzo scorso, la sezione regionale della Corte dei Conti che ha messo a disposizione dell’amministrazione portoferraiese sessanta giorni di tempo per apportare le misure correttive ai conti.

Il buco di bilancio potrà essere ripianato con un piano di rientro pluriennale, strumento utilizzato ad esempi dal Comune di Marciana che ha dovuto fare i conti con un problema di simile portata (la Corte dei Conti - sezione regionale - ha individuato un extra deficit di circa 1,1 milioni di euro).

Nel mirino della Corte dei Conti la costituzione dei fondi vincolati nel bilancio e, in particolare, la corretta determinazione del Fcde (fondo crediti di dubbia esigibilità), in seguito al riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi dell’ente, passaggio obbligato introdotto con la nuova contabilità armonizzata degli enti pubblici che il Comune di Portoferraio ha approvato nel giugno del 2015.

Il riaccertamento, di fatto, ha messo in crisi numerose amministrazioni comunali italiane che annoveravano nei propri conti crediti definiti come esigibili, quando in realtà erano di dubbia esigibilità.

Sono diversi gli errori di tipo contabile rilevati dalla sezione regionale della Corte dei Conti, commessi dal Comune nel calcolo del fondo crediti di dubbia esigiblità (dall’accantonamento delle somme relative ai crediti sulla tassa dei rifiuti fino ad altre entrate per le casse del Comune).

In fase di contraddittorio l’amministrazione comunale di Portoferraio ha fatto notare come, in fase di rideterminazione del fondo crediti di dubbia esigibilità, la somma accantonata sia stata modificata. Sempre in fase di rideterminazione il Comune di Portoferraio ha accantonato nel fondo crediti 620.688 euro a copertura del’eventuale mancato rimborso da parte delle imprese aggiudicatarie dei lotti Peep e di altri 211.032 euro per potenziali passività legate alla vicenda dell’ex Unione dei Comuni.

«Ma le controdeduzioni fornite – si legge nella delibera della sezione regionale della Corte dei Conti – non fanno emergere elementi che consentano di modificare quanto accertato dalla sezione».

In sintesi, secondo la sezione regionale della Corte dei Conti, la parte vincolata nel risultato di amministrazione al 1 gennaio 2015 è di 868.778 euro e non, come definito dall’ente, 648.595 euro, con una differenza pari a 220.182 euro.

La parte dedicata agli investimenti è superiore di 40mila euro rispetto a quanto definito dall’ente, la parte accantonata per il Fdce e per altre potenziali passività è superiore di 698mila euro. Il risultato? Da un avanzo “libero”e di 57.146 euro (disponibile per essere speso), si passa a un disavanzo di -812.046 euro, che dovrà essere ricostituito con un piano di rientro ad hoc. E non è tutto: «L’avanzo di amministrazione doveva essere considerato non disponibile» e se speso, «è stato distolto dal suo legittimo impiego per essere destinato al finanziamento di spese di altra natura».

Il Comune di Portoferraio ha quindi sessanta giorni di tempo (il termine è indicato nella delibera depositata il 7 marzo) per «provvedere al finanziamento del disavanzo di amministrazione con gli ordinari strumenti previsti dagli articoli 188 e 193 del Testo unico degli enti locali ovvero, in riferimento all’extradeficit, provvedere alla relativa copertura come previsto dal decreto ministeriale 2 aprile 2015, nell'arco di tempo e con le modalità individuate nella apposita delibera del consiglio comunale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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