Il Tirreno

Niente billette, tve e tmp ancora fermi

di Cristiano Lozito
Niente billette, tve e tmp ancora fermi

L’azienda ufficializza la situazione alle rsu: nessuna nave in arrivo a febbraio. E anche il tpp ha un orizzonte limitato

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PIOMBINO. La vicenda Aferpi si fa sempre più complicata: se dal Governo non arrivano notizie riguardo alla convocazione di Issad Rebrab promessa ai sindacati lunedì scorso dal ministro Carlo Calenda, le comunicazioni fatte dall’azienda alle rsu ieri pomeriggio non fanno che confermare la pesantezza della situazione. Niente ordini di semiprodotti, nessuna nave in arrivo.

Come spiegano le rsu di Fim, Fiom, Uilm e Ugl la direzione ieri «ha comunicato che per il mese di febbraio per il tve e il tmp non è prevista la ripartenza, mentre è stata confermata la fermata programmata dal 4 al 19 febbraio del treno rotaie, che ripartirà il 20. A ora non sono previste navi in arrivo e in partenza per tutto il mese prossimo».

Stabilimento praticamente paralizzato, dunque, con una finestra solo per il treno rotaie dove comunque i blumi disponibili non consentiranno di andare oltre il mese di marzo.

I sindacati di fabbrica hanno quindi ribadito alla direzione «la preoccupazione per queste continue fermate e per la mancata continuità produttiva che mettono a rischio le nostre fette di mercato e la tenuta sociale». Considerazione, quest’ultima, legata al fatto che nell’attuale situazione i contratti di solidarietà sono più che a rischio.

I sindacati a questo punto vedono la mobilitazione come l’unica arma per smuovere questo stato di cose, individuando – come è stato detto nei giorni scorsi nell’assemblea di stabilimento – «in chiunque si frappone al raggiungimento dell’obiettivo, cioè il lavoro, il nostro avversario». Un modo per ribadire che se Rebrab non rispetta i suoi impegni, per il sindacato è il Governo a dover trovare una soluzione in quanto garante del progetto, definito in più occasioni «solido e credibile».

Ecco perché rsu e segreterie sindacali danno grande importanza allo sciopero di 24 ore e alla manifestazione di giovedì prossimo, primo appuntamento dopo mesi di paziente attesa dello sviluppo dei piano Cevital per Piombino.

L’iniziativa del 2 febbraio partirà alle 8 con un presidio nel piazzale sotto la portineria della direzione. Poi alle 9,30 da largo Caduti sul lavoro si muoverà il corteo che arriverà fino a corso Vittorio Emanuele e si concluderà davanti al Comune, dove ci sarà un comizio delle segreterie nazionali di Fim, Fiom, Uilm, Ugl.

«Invitiamo tutti i lavoratori – concludono le rsu – a una massiccia partecipazione per sostenere il Progetto Piombino che deve essere salvaguardato a prescindere, così come configurato nell’Accordo di programma verso il quale i firmatari sono tenuti a rispettare tutti gli impegni presi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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