Il Tirreno

L'ex ragioniere capo Donati reintegrato dal giudice del lavoro

La sede del Comune di Portoferraio
◗
La sede del Comune di Portoferraio

Accolto il ricorso del dirigente che era stato licenziato in tronco dall'amministrazione Ferrari. Il Comune dovrà risarcire il danno e pagare le spese di lite. La giunta non commenta

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. L'amministrazione comunale di Portoferraio dovrà reintegrare il ragioniere capo Luca Donati. licenziato in tronco lo scorso settembre in seguito a un procedimento disciplinare avviato a luglio. Non solo. Il Comune di Portoferraio dovrà  pagare a favore del dirigente un risarcimento del danno, equivalente  all'indennità pari all'ultima retribuzione globale di fatto, dal giorno del licenziamento a quello dell'effettivo reintegro, detraendo dalla somma complessiva quanto percepito da altri enti con cui il ragioniere capo ha stretto in questi mesi dei contratti di lavoro. Il Comune dovrà dunque rifondere le spese di lite pari a 2400 euro più Iva e il 15% di forfait per spese generali.

Sono i dettagli della ordinanza, sfavorevole alla amministrazione Ferrari, con la quale il giudice del lavoro Francesca Sbrana ha, nel pomeriggio del 31 dicembre, accolto integralmente il ricorso presentato dal ragioniere capo del Comune di Portoferraio, in carica fino al settembre scorso. Un altro passo falso legale per l'amministrazione Ferrari, dopo l'assoluzione di alcuni giorni fa dell'ex segretario generale Michele Pinzuti, allontanato dall'ente in seguito alle accusa mosse nei suoi confronti per truffa aggravata.

Nelle ore successive alla ordinanza del giudice del lavoro il sindaco Mario Ferrari e il resto della giunta portoferraiese non hanno voluto rilasciare alcun tipo di commento.

Con la decisione il giudice del lavoro ha dichiarato nullo il recesso del rapporto di lavoro con il dirigente e disposto il suo reintegro. Il ragioniere capo aveva presentato il ricorso nei confronti del Comune di Portoferraio, chiedendo la dichiarazione di nullità del licenziamento intimato dal Comune di Portoferraio.

L'amministrazione Ferrari aveva contestato al dirigente "una violazione delle regole comportamentali" e "reiterate violazioni al codice disciplinare", in quattro diversi episodi, verificatisi a giugno e a luglio 2016. Il procedimento disciplinare del Comune era stato contestato da Donati per violazione dell'obbligo di astensione da parte del segretario Pierluigi Acerbi e compromissione del diritto di difesa, nonché per l'infondatezza delle accuse. Fondamentale per l'esito della causa di lavoro il fatto che il segretario Acerbi, colui che ha avanzato la contestazione disciplinare, avesse  al tempo stesso presentato una querela nei confronti di Donati per gli stessi fatti oggetto della causa di lavoro. Acerbi, dunque, non avrebbe agito solo come segretario generale, ma anche come persona offesa dal reato. Lo stesso segretario, al momento della votazione, non si era neanche astenuto. Tanto basta per aver convinto il giudice del lavoro a ritenere nulla e illegittima la procedura.

Nei prossimi giorni si capirà se l'ex ragioniere capo, riabilitato integralmente dal giudice del lavoro, tornerà o meno al suo posto negli uffici del Comune di Portoferraio. E si capira se l'ordinanza del giudice del lavoro sarà impugnata o meno dal Comune.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera