Il presidio
I bimbi: fateci incontrare quei ragazzi con le scope
Gli alunni della quinta A all’“Alighieri” hanno visto alcuni richiedenti asilo che pulivano il parco. Da lì la richiesta, approvata, di un confronto a scuola
PIOMBINO. Hanno guardato dalla finestra della loro aula e hanno visto un gruppo di ragazzi che ripuliva il parco e la piazza. Hanno osservato quelle persone lavorare, scope arancioni in mano e giubbini catarifrangenti indosso, ed è stato più forte di loro: si sono chiesti chi fossero e che cosa stessero facendo lì, proprio in quella zona di Piombino. Così i bambini della quinta A della scuola elementare Dante Alighieri hanno domandato alle maestre se ci fosse la possibilità di incontrare quei ragazzi, di conoscerli, di far loro delle domande. In fondo, li vedono quasi tutti i giorni. Loro sono i richiedenti asilo impegnati nel progetto di lavori socialmente utili promosso dal Comune, che ha approvato una convenzione con la Croce Rossa, ente che gestisce i centri di accoglienza di Franciana e La Caravella.
Sono una ventina e lavorano, da volontari, alla manutenzione del verde pubblico e alla pulizia delle strade. Lo fanno ogni giorno, esclusi sabato e domenica, dalle 9 alle 13.
Il progetto è annuale e ha preso avvio il 10 gennaio. Per adesso i richiedenti asilo sono impegnati soprattutto nelle zone di piazza Dante, parco della Rimembranza e aree limitrofe. Ed è qui che i bambini della quinta A li hanno visti e hanno poi manifestato il loro desiderio di conoscerli.
Detto, fatto. L’incontro è stato organizzato. Si terrà lunedì 6 febbraio, alle ore 10,30, presso la scuola elementare Dante Alighieri. Parteciperà anche la Prefettura, attraverso la presenza del vicecapo di gabinetto del prefetto, Concetta Barbara Pugliese.
«I bambini hanno osservato i richiedenti asilo all’opera e sono stati molto curiosi di sapere chi fossero. Li guardavano con interesse e simpatia», dice Margherita Di Giorgi, assessora alla pubblica istruzione e alle politiche sociali del Comune di Piombino.
«Gli alunni hanno visto che pulivano il parco e sono stati contenti – aggiunge la dirigente scolastica, Clelia Bertini - Così, oltre alla naturale curiosità, c’è stata anche la volontà di ringraziarli. L’idea è stata accolta positivamente dai genitori e a noi si è riempito il cuore di gioia. Inoltre c’è da dire che a essere impegnati nell’organizzazione dell’incontro sono gli stessi bambini. Abbiamo dato loro spazio affinché lo progettino come ritengono meglio».
Durante l’incontro di lunedì 6 gli alunni potranno quindi confrontarsi con alcuni richiedenti asilo, ponendo i propri interrogativi e facendo domande «sui loro paesi di provenienza, sulle loro prospettive e sulle loro paure – sottolinea Di Giorgi – Un confronto molto bello che è stato promosso proprio dalla sensibilità dei bambini. Voglio ringraziare la dirigente scolastica per un'occasione che offre la possibilità di mettere a confronto ragazzi con esperienze e paesi molto diversi tra loro, favorendo, in questo modo, un arricchimento culturale che cerca di sconfiggere i luoghi comuni, i pregiudizi e la disinformazione su queste tematiche».
I richiedenti asilo che si occupano dei lavori socialmente utili a Piombino al momento sono una ventina, ma il progetto prevede l’inclusione di un ulteriore gruppo di venti persone che coprirà un turno pomeridiano. L’obiettivo della presenza dei ragazzi in città, tramite il lavoro da volontari, è sempre lo stesso: l’integrazione.
E l’incontro che avranno con i bambini della quinta A della scuola elementare Dante Alighieri può costituire un passo avanti verso la realizzazione di questo obiettivo. La possibilità di un interscambio tra richiedenti asilo e alunni delle scuole, tra l’altro, era già stata presa in considerazione dall’amministrazione, attraverso la programmazione di un progetto di tipo educativo e includente.
L’incontro del 6 febbraio «può essere un modo per iniziare a far incontrare bambini e richiedenti asilo – sottolinea Di Giorgi - E’ un'iniziativa importante. Si tratta di un atto che va verso una concreta integrazione dei migranti, i quali prestano la loro opera per migliorare la città. Ha, inoltre, un grande valore dal punto di vista pedagogico».
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