Meteo
Usare subito i soldi delle bonifiche
«Comprare i semiprodotti non risolve i problemi dello stabilimento»
PIOMBINO. Per la segreteria Ugl su Aferpi ci sono «vari scenari ipotizzabili: l’azienda trova i finanziamenti per il progetto iniziale oppure senza ricevere i finanziamenti entro giugno potrebbe essere commissariata e/o con un probabile ritorno di Jindal». Ma per l’Ugl ci potrebbe essere anche un’altra ipotesi: «Visto che Cevitaly srl possiede il 100% delle azioni di Aferpi Spa (per un valore di 93.600.000 euro) in caso di fallimento di Aferpi risponderà la controllata e non la controllante che in questo caso è Cevitaly. Quindi, ai fini della dichiarazione di fallimento di una società inserita in una pluralità di società controllate da una holding, l’accertamento dell’insolvenza deve essere effettuato con esclusivo riferimento alla situazione economica della società medesima, poiché ciascuna di dette società conserva propria personalità giuridica e autonoma qualità di imprenditore, rispondendo col proprio patrimonio solo dei propri debiti». Ipotesi per la quale Ugl cita una sentenza del 2010 della Cassazione. «In questo scenario – prosegue dunque Ugl – rimarrebbe in piedi solo Piombino Logistcs per il porto, e Cevitaly per l’agroindustriale. Nel frattempo possiamo riaccendere i riflettori affinché la vicenda sia alla ribalta nazionale. Quindi occorre manifestare e sarebbe bello ci fossero tante persone, non tante bandiere. Al contempo dobbiamo pretendere subito – è la conclusione – che siano utilizzati i soldi stanziati per le bonifiche, mentre per la continuità produttiva il “comprare materiale” non è risolutivo di una situazione che presenta varie problematiche, non trascurabile quello dello stato degli impianti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google