Il presidio
Fondi per l’agricoltura sostenibile
Università e aziende delle tre isole aspettano l’appoggio della Regione
PORTOFERRAIO. Un “Pit per l’Arcipelago Toscano”, per arrivare ad un accordo territoriale sull’agricoltura, la cura del territorio e la valorizzazione dei prodotti tipici dell’Arcipelago. È l’iniziativa della Regione Toscana (di cui si è parlato in un convegno organizzato alla sede del Parco all’Enfola), che con i Progetti integrati territoriali intende rafforzare i rapporti tra gli agricoltori e tra questi e gli enti territoriali.
Il progetto ha come capofila il dipartimento di scienze delle produzioni agroalimentari e dell'ambiente dell’Università di Firenze, insieme al Parco nazionale, gli agricoltori di Elba Giglio e Capraia, il Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa, l’Unione dei Comuni delle Colline Metallifere, gli Usi Civici di Capraia e il comune di Marciana. La Banca dell’Elba potrà dare il supporto finanziario durante la fase operativa.
Sono 20-25 le aziende delle tre isole dell'arcipelago interessate al progetto che conta su 1 milione e 700 mila euro. Le azioni su cui puntare sono varie, da alcuni interventi di prevenzione alla Casa del parco di Rio nell’Elba, fino alla salvaguardia dell’ambiente, ad esempio con il ripristino dei terrazzamenti e dei muretti a secco nel versate occidentale elbano, fino alle sistemazioni idraulico-agrarie. «Una bella iniziativa - ha commentato il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago, Giampiero Sammuri - che va verso il miglioramento ambientale ed un’agricoltura sostenibile, con ricadute molto positive sul territorio, coerente con la mission del Parco. Noi abbiamo fatto da raccordo e messo a disposizione il nostro know how, ora bisogna vedere se, e in questo caso in quale percentuale, la Regione deciderà di finanziare (anche se non totalmente) il progetto delle aziende dell’arcipelago. Vero è che essere inseriti in un’area protetta è un valore aggiunto che potrebbe incidere positivamente sul punteggio».
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