Il presidio
L’ex giunta contro De Santi «Sulla scuola dice bischerate»
PORTOFERRAIO. «Un sindaco, specie se è architetto, prima di dire “bischerate” dovrebbe leggere bene le carte». Gli ex amministratori di Rio nell’Elba, Danilo Alessi, Giovanni Fratini e Nadia Mazzei,...
PORTOFERRAIO. «Un sindaco, specie se è architetto, prima di dire “bischerate” dovrebbe leggere bene le carte». Gli ex amministratori di Rio nell’Elba, Danilo Alessi, Giovanni Fratini e Nadia Mazzei, contestano pubblicamente la ricostruzione attuata dal sindaco Claudio De Santi, circa la riqualificazione del plesso scolastico Agostini.
«Basta leggere la relazione tecnica allegata a quello che il sindaco definisce “mega progetto di 960 mila euro” e tutti gli altri allegati – spiegano gli ex amministratori riesi – se lo avesse fatto, avrebbe scoperto che, con il “mega progetto” e con la variante finanziata con le economie di spesa ottenute in sede di gara di appalto, la precedente amministrazione ha voluto prima di tutto raggiungere l’obiettivo di mettere in sicurezza statica l'edificio scolastico. Sicurezza quanto mai precaria, come fu accertato dal Provveditorato regionale alle opere pubbliche che ha provveduto alla redazione del "mega progetto" e che fu incaricato anche della direzione dei lavori. E per raggiungere quell’obiettivo, primario e irrinunciabile, risultò necessario impegnare tutti i 960 mila euro».
Alessi, Mazzei e Fratini spiegano che, se la precedente amministrazione non avesse provveduto ad assicurare la sicurezza statica di tutto l'immobile, «De Santi non avrebbe potuto vantarsi, oggi, di aver reso agibili i locali della scuola materna perché mancanti di “pareti interne, controsoffitti e pavimentazioni” – spiegano – e non avrebbe potuto avere neppure la palestra e l'asilo nido. In sostanza, caro sindaco, sei stato bravo ad ottenere finanziamenti regionali aggiuntivi per il completamento dei lavori, ma se chi ha amministrato Rio Elba prima di te non avesse trovato quel finanziamento di 960 mila euro e non lo avesse impiegato nel modo che ha fatto».
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