Il presidio
Camping Cig: «I diseredati pagano sempre le crisi»
PIOMBINO. Il Camping Cig interviene anche sul caso Coop: «Per anni alla Coop hanno puntato sull’esternalizzazione di molte parti del lavoro, soprattutto logistica, sull’intensificazione dei ritmi di...
PIOMBINO. Il Camping Cig interviene anche sul caso Coop: «Per anni alla Coop hanno puntato sull’esternalizzazione di molte parti del lavoro, soprattutto logistica, sull’intensificazione dei ritmi di lavoro, sulle aperture continuate prefestive e festive. Oggi si punta decisamente al cuore, presentando un piano di esuberi non negoziabile che vorrebbe espellere circa 600 lavoratori. Fa specie pensare che questa società, che ha le sue origini nella “Cooperativa La Proletaria”, oggi trovi solo la soluzione di chiudere gli spacci che rendono meno e licenziare il personale. Chi ha un’età più avanzata a Piombino sicuramente ricorderà le origini della Proletaria, nata con i soldi dei soci, per fornire generi di prima necessità a prezzi contenuti alle classi più deboli, primi tra tutti i lavoratori, e che apriva piccoli spacci nei quartieri a più alta concentrazione di proletari per essere più vicina alla gente, facilitare l’associazionismo e la solidarietà, conoscerne meglio i bisogni e le necessità. Al contrario, nei programmi della dirigenza attuale c’è solo l’obiettivo di massimizzare i profitti, chiudendo una serie di negozi che rendono meno. Provocheranno, oltre alla perdita di posti di lavoro, anche un impoverimento sociale per piccoli centri o per quartieri periferici. Tanto per confermare il principio che a pagare i costi delle crisi sono sempre i diseredati».
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