Il presidio
Avanti con il progetto del dissalatore di Mola
Avviato il procedimento per l’esproprio dei terreni privati L’impianto costa circa 9 milioni, di cui 3,5 saranno in capo ai Comuni
CAPOLIVERI. Asa e il Comune di Capoliveri stanno lavorando al maxi progetto del dissalatore di Mola. Uno degli strumenti che la società che gestisce le risorse idriche intende mettere in campo per garantire maggiore autonomia idrica all’Isola d’Elba. Con una nota inviata da Asa il 19 gennaio scorso, la società Asa ha comunicato l’avvio del procedimento per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e per la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera (in realtà è una sola la particella di terreno che sarà oggetto di esproprio). Il passo è propedeutico alla presentazione, in una conferenza dei servizi che si terrà a stretto giro, della progettazione definitiva per la realizzazione dell’impianto da 80 litri al secondo e delle opere accessorie che nasceranno in località Mola. Una conferenza dei servizi che sarà finalizzata a variare il regolamento urbanistico del Comune di Capoliveri, con la «conseguente – si legge nella nota di Asa – apposizione del vincolo preordinato all’esproprio delle aree di proprietà privata, in vista della realizzazione del collettamento delle acque da e verso il nuovo dissalatore di Mola.
Il dissalatore, un impianto da 1800 metri quadrati, capace di pompare circa 80 litri d’acqua al secondo, è considerato fondamentale per risolvere il problema della dipendenza idrica dell’isola rispetto al continente. Il costo dell’opera progettata dall’Asa è di circa 9 milioni di euro. Di questi nove milioni, circa 3,5 milioni saranno a carico dei Comuni dell’isola d’Elba.
Una somma importante che, di fatto, le amministrazioni comunali dell’isola non sono in grado di coprire attingendo esclusivamente dalle proprie casse. Per questo i sindaci stanno valutando delle soluzioni, anche in collaborazione con altre istituzioni. In questo ambito - l’ipotesi è emersa in una recente conferenza dei sindaci - ecco che i primi cittadini chiederanno alla Regione Toscana di recuperare in qualche modo il finanziamento previsto per la realizzazione del dissalatore di Marciana Marina. Due milioni e mezzo di euro previsti in virtù di un accordo che coinvolse Asa e gli enti territoriali nel 2011, ma non spesi dal momento che l’opera non è andata in porto. Il milione restante dovrà essere trovato dai Comuni elbani, che potrebbero usare parte del gettito derivante dal contributo di sbarco.
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