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Nuovo stop al tpp, stavolta per lavori

Nuovo stop al tpp, stavolta per lavori

Appena ripartito, si fermerà altri 15 giorni. Benikene incontra i tecnici sul business plan, poi nuovo confronto con Azzi

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PIOMBINO. Il treno rotaie, ripartito appena lunedì scorso, si fermerà di nuovo dal 4 al 19 febbraio per una serie di lavori programmati sugli attraversamenti ferroviari dove sono presenti linee elettriche che alimentano il tpp.

É quanto ha comunicato ieri pomeriggio Aferpi alle rsu, spiegando che «questi lavori possono essere fatti esclusivamente in questo momento, visto che è previsto un fermo della rete ferroviaria pubblica per effettuare vari interventi nella galleria».

Tutto resta fermo per gli altri treni, visto che alla richiesta dei sindacati di conoscere la programmazione dell’attività degli impianti di laminazione di febbraio, l’azienda ha risposto «che fornirà questa informazione entro la fine del mese».

A Fim, Fiom e Uilm che hanno ancora una volta manifestato «forte preoccupazione sulla mancata continuità produttiva», elemento cardine di discussione dell’incontro che si terrà al Mise lunedì prossimo, Aferpi ha comunicato anche che, fino ad aprile compreso, «gli staff devono presentare un programma di assenza che preveda fino al 60% massimo di riduzione di orario, che verrà coperta con i contratti di solidarietà, permessi e ferie residue del 2016, salvaguardando 40 ore al primo maggio 2017».

Rispetto all’incontro di lunedì a Roma, il sindacato ha annunciato ieri pomeriggio che il giorno dopo, martedì 24 alle 14, si terrà nei locali dell’ex Dup l’assemblea unica di stabilimento per discutere dell’incontro del giorno prima al ministero dello Sviluppo economico, e decidere le eventuali iniziative da intraprendere.

Se dunque nulla di nuovo è accaduto sul fronte degli acquisti di semiprodotti per rimettere in moto tmp e tve, ieri in azienda il nuovo ceo di Cevital, Said Benikene, accompagnato dal presidente Issad Rebrab, ha esaminato il business plan incontrando anche ingegneri e tecnici impegnati sul progetto, confrontandosi successivamente con l’amministratore delegato di Aferpi, Fausto Azzi, prevedibilmente sulle questioni legate al circolante e al mercato. Nei prossimi giorni si capirà se la visita di Benikene avrà avuto il risultato di sbloccare la situazione.

Ieri infine Mirko Lami, segretario Cgil Toscana, sul caso Aferpi ha scritto al ministro Carlo Calenda, confermando la propria convinzione «che a Piombino si debba costruire un protocollo d’intesa in cui, dopo la presentazione del piano industriale, ognuno prenda impegni precisi, con scadenze altrettanto precise, nel rispetto dell’accordo di programma. Le istituzioni regionali e locali da sole - ha concluso - non possono creare le condizioni perché si torni a produrre acciaio a Piombino, il Governo deve agire nei confronti delle banche italiane e del Governo algerino». (cloz)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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