Il Tirreno

Venduta l’ex chiesa di S. Antimo sopra i canali

di Valeria Parrini ; di Valeria Parrini
Venduta l’ex chiesa di S. Antimo sopra i canali

L’immobile nell’ex ospedale è stato acquistato da una società straniera che lo trasformerà in una galleria d’arte privata e in un altro appartamento

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PIOMBINO. E’ stata venduta ad una società straniera la ex chiesa di Sant’Antimo sopra i Canali. L’immobile, nel complesso residenziale nato dalla trasformazione del vecchio ospedale, è stato ceduto per svariate centinaia di migliaia di euro. L’importo della transazione tra la Sant’Antimo di Marina srl e i nuovi proprietari, non è noto. Si sa, invece, che nel 2014 al Comune fu chiesta una somma di circa un miliardo e 200 mila euro nel caso in cui avesse voluto acquisire, come pareva già da anni, un bene di pregio da destinare ad attività culturali. Spazio espositivo, auditorium da 200 posti a sedere dall’acustica perfetta. E, in prima battuta, la Biblioteca civica falesiana.

Con il vento favorevole della crisi immobiliare, la cessione è avvenuta ad una somma più contenuta. Ne avrebbe beneficiato una società costituita ad hoc tra cittadini polacchi. Usiamo il condizionale ma l’ipotesi è accreditata. E in qualche modo rafforzata dal fatto che dalla Polonia vengono anche alcuni proprietari dei lussuosi appartamenti dell’ex ospedale.

Mauro Carrara, ispettore onorario del Ministero per i beni e le attività culturali, conferma la vendita. «Sono stato contattato da un incaricato, italiano, degli acquirenti, perchè visitassi con lui l’edificio e dessi informazioni di carattere storico. Probabilmente si tratta di un architetto o, comunque, di una persona qualificata e con le idee chiare».

Idee riassumibili così: dove c’era la chiesa - uno spazio di circa 220 metri quadri - è prevista la realizzazione di una galleria d’arte, privata, naturalmente, mentre due spazi adiacenti, il matroneo e il piano terra della ex torre campanaria, verranno trasformati in un altro appartamento di circa 90 metri quadri.

Carrara ha formalizzato la novità alla Soprintendenza. «Sull’aula ecclesiale - ricorda - c’è un vincolo preciso che limita l’utilizzo alle attività culturali».

Sulla vicenda interviene anche il sindaco, Massimo Giuliani «L'acquisizione di questo bene a patrimonio pubblico era un impegno e un obiettivo di questa amministrazione come lo era stato di quella precedente. All'inizio della legislatura, nell'estate del 2014, - spiega il sindaco - avevamo preso contatti con la proprietà con l'obiettivo di trovare soluzioni adeguate per poter fruire dell'edificio storico e per restituirlo a una dimensione pubblica».

«Il nostro intento - prosegue Giuliani - era di poter discutere anche di forme alternative all'acquisto, visto il prezzo alto di vendita che superava il milione, proponendo ipotesi di comodato d'uso o di affitto. Purtroppo, non è stato possibile trovare un accordo. Del resto, il prezzo era inavvicinabile per un'amministrazione come la nostra che per i primi due anni non ha avuto possibilità di contrarre mutui e di fare investimenti. Si tratta di una questione annosa, che anche con la precedente amministrazione non è stata risolta, per la quale abbiamo cercato possibili soluzioni, compatibilimente con le risorse disponibili».

La speranza, adesso, è nella collaborazione con i proprietari «attivando forme che consentano la fruizione anche pubblica dell'edificio, destinato comunque a fini culturali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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