Meteo
Vandali-ladri a Poggio del Molino
La denuncia di Megale: «Danni alla recinzione dello scavo, rubati anche i tubi»
PIOMBINO. Timore che, soprattutto il vento di questi ultimi giorni, avesse fatto danni all’area archeologica (come già accaduto lo scorso anno). Ma stavolta Carolina Megale, da sempre alla guida del progetto Archeodig a Poggio del Molino ha scoperto ben altro: perché i danni alla recinzione e la scomparsa di una porzione della copertura di tubi innocenti e teloni “volata via” sono quel che resta di un’incursione di vandali-ladri.
Elenco di disagi e problemi che cresce visto quanto accaduto negli ultimi giorni a due associazioni con sede su viale della Resistenza: qui, oltre ai danni alle strutture, sono state portate via centinaia di euro e un computer. Ora a Poggio del Molino area archeologica di crescente interesse, che si estende sui versanti settentrionale ed orientale di un promontorio che fa da spartiacque tra la spiaggia di Rimigliano a nord e il Golfo di Baratti a sud. Così vicina alla “città etrusca” di Populonia, racconta ben altro: di Roma che si difende dai pirati (II sec. a.C.), della vita in fattoria per la produzione del garum, la salsa di pesce (I. sec. d. C.) fino alla villa marittima con pure le terme (metà II sec. d. C.). Da qui si domina, il tratto di mare tra San Vincenzo e l’Isola d’Elba, poi le colline metallifere del campigliese e la pianura. In cima al colle c’è la Villa del Barone: insomma dagli Etruschi di Baratti, ponte con la Roma imperiale. Progetto di Poggio del Molino, come detto, coordinato da Carolina Megale, che oltre ad aver messo in piedi dal 2008 il cantiere di scavo, si occupa incessantemente della ricerca di fondi (per lo più privati): «Vi ricordate le coperture di Poggio del Molino? – racconta l’archeologa – Vandalizzate e distrutte. All’inizio pensavo fosse stato il forte libeccio poi, dopo un attento sopralluogo, abbiamo capito che non è stata la natura ma l’uomo a distruggere quello che con tanta fatica stiamo cercando di realizzare. Nessun danno allo scavo – sottolinea – È stata danneggiata la recinzione e smontata una porzione della copertura in tubi innocenti, rubati i tubi e i teloni. Tutto era stato finanziato da un privato. Non sto a dirvi quello che provo... vado a fare denuncia, chiunque abbia idee su cosa possa essere successo mi scriva. Altro che battaglia di civiltà». Tanti, da subito, gli attestati di solidarietà e collaborazione.
Cecilia Cecchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
