«Sciopero di tutte le categorie»
Sulla crisi delle acciaierie accuse al Governo: deve intervenire
PIOMBINO. «Tra meno di 6 mesi Rebrab non avrà più alcun obbligo riguardo il mantenimento dell’occupazione, come previsto dalla legge Marzano, e potrà fare ciò che vuole».
Inizia così la riflessione del direttivo di Rifondazione comunista, dopo l’incontro avuto con le rsu di Aferpi. «Oggi non c’è produzione – prosegue il Prc – non si è proceduto ad alcuno smantellamento, il piano industriale (e chiamarlo così è una parola grossa) è cambiato al ribasso, bonifiche non ne abbiamo viste, sulla solidità finanziaria stendiamo un velo».
Per questo secondo Rifondazione «il responsabile della verifica della solidità degli investimenti e della situazione finanziaria dell’acquirente, è il Governo. Allora i casi sono due: o le banche per un miracolo finanziano Rebrab (senza che il Governo firmi nessuna garanzia sia chiaro) e lui comincia a fare quello che ha propagandato sul Sole 24 ore, oppure il Governo deve intervenire subito finanziando direttamente il progetto ed entrando nella proprietà, nella gestione e nelle decisioni con una società mista pubblico-privato».
Infine una «nota sulla manifestazione che verrà presumibilmente effettuata dopo l’incontro al Mise del 23, che si presume sia di nuovo un nulla di fatto: noi auspichiamo che venga indetto lo sciopero generale di tutte le categorie di lavoratori, per consentire a chiunque, impiegato, sanitario, insegnante, studente, commerciante, di partecipare per la difesa della ripresa economica di questo territorio».
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